L’AQUILA – Sono 10 in totale gli indagati nell’ambito dell’operazione della procura della Repubblica dell’Aquila su irregolarità nei lavori di quattro anni fa nel post-emergenza sisma e in particolare nei moduli abitativi provvisori (Map).
In molti casi, per gli inquirenti, le ‘casette’ presentano “difformità rispetto alle prescrizioni tecniche della stazione appaltante”, che hanno creato agli inquilini “disagi dovuti a continui malfunzionamenti”.
Per questo sono stati sottoposti a sequestro i map di Cansatessa-San Vittorino, Arischia (dal n°1 al n°5) e Tempera 2 (dal n°2 e n°4).
Il gip, peraltro, “autorizza gli occupanti degli stessi all’utilizzazione dei Map finio alla data del 15 aprile 2013”, mentre custode dei beni sequestrati è nominata Patrizia Del Principe, responsabile del servizio Assistenza alla popolazione del Comune dell’Aquila.
Il principale indagato, sottoposto agli arresti domiciliari, è Rocco Ragone, 51 anni, originario di Mola di Bari (Bari), maresciallo dell’Esercito italiano in servizio presso la Protezione civile nella task force “Gran Sasso”, creata per la verifica dell’esecuzione dei lavori di costruzione dei Map e il rispetto delle ordinanze di palazzo Chigi.
Secondo gli investigatori è lui che ha chiuso un occhio consentendo agli imprenditori di costruire in modo difforme, configurandosi in questo modo i reati di frode e inadempimenti nelle pubbliche forniture.
Gli altri indagati sono Luigi Giammarino, 39 anni, di Atri (Teramo); Maria Savini, 36, di Teramo; Mauro Rinvenuto, 50, di Vittorito (L’Aquila); Alvaro Tollis, 49, di Sulmona (L’Aquila); Massimo Di Donato, 50, di Teramo; Giancarlo Di Bartolomeo, 46, di Teramo; Nicola Gioscia, 63 anni compiuti proprio oggi, di Laurenzana (Potenza). Tra gli indagati ci sono inoltre presenti due omissis.




