L’AQUILA – Televisioni, letti, elettrodomestici, cucine, tutto lasciato dentro i map sequestrati all’Aquila e fatti sgomberare dal giudice. Alcuni chiusi a chiave, altri no, tutti rimasti alla mercé di chiunque voglia entrare di riffa o di raffa.
È una delle conseguenze dell’esodo dai moduli abitativi provvisori aquilani sequestrati di Arischia, Tempera e Cansatessa, 106 alloggi liberati da altrettanti nuclei familiari in seguito all’ordine del magistrato Giuseppe Romano Gargarella, arrivato perché costruiti in maniera approssimativa e di qualità definita “scadente”, presentando carenze nella rifinitura della pavimentazione, problemi di illuminazione esterna e usura.
“Il termine ultimo per restituire le chiavi era lunedì – spiega ad AbruzzoWeb l’assessore all’assistenza alla popolazione Fabio Pelini – Tutti gli inquilini le hanno restituite in questi giorni, oggi penso che le avremo tutte”.
Sul caso degli elettrodomestici e mobili lasciati incustoditi, Pelini spiega che “avevamo disposto che qualora alcne persone avessero avuto bisogno di qualcosa nel nuovo alloggio, previa comunicazione avremmo potuto aiutarli, lasciandogli prendere per esempio il materasso o qualche utensile. Tutto quello che è rimasto – prosegue – lo stiamo gradualmente portando in un magazzino e speriamo di riuscire ad assegnarlo ai centri sociali per anziani, o comunque sfruttarlo per finalità sociali”.
A presidiare le zone, affinché nessuno tenti di rubare e/o sfondare qualche casa per portarsi via oggetti, “c’è la polizia Municipale – assicura Pelini – e comunque, da quello che so non è successo niente”.
“Siamo corsi ai ripari per una situazione che non è dipesa da noi credo sia andato tutto bene”, conclude l’assessore.




