L’AQUILA – Stato di agitazione dei lavoratori impegnati nei lavori di manutenzione nei presidi ospedalieri dell’Aquila e provincia, dipendenti della Olicar spa.

Ad anunciarlo Luigi Antonetti, Filcams Cgil e Salvatore Callipo, Uiltucs-Uil, che tornano a chiedere un confronto su come la società Olicar voglia andare avanti nell’appalto e se intenda procedere o meno a stabilizzare i lavoratori precari, visto che nell’ultimo mese non ha pagato nemmeno lo stipendio pieno.

“Ad oggi la società – spiegano i due sindacalisti – non solo non ha fornito risposta alle nostre richiesta di incontro, ma ha pensato bene in data 11 settembre (il giorno 12 è giorno di paga) di far pervenire  tramite e-mail a tutte le organizzazioni sindacali e le rispettive Rra di appalto la comunicazione che la Olicar Spa per problemi finanziari non sarebbe in grado di pagare gli stipendi del mese di agosto 2015, dando solo un acconto di 350 euro e peraltro non garantendo nemmeno il saldo a fine mese. In questo modo la società ha evitato il confronto su una eventuale soluzione che sarebbe potuta uscire al tavolo di trattativa, non tenendo conto delle parti sindacali e mettendo in grave disagio i lavoratori”.

Le organizzazioni sindacali  ricordano che tutto ciò determina “un fatto gravissimo in quanto molti lavoratori si spostano con i mezzi propri, e pertanto ogni giorno affrontano costi elevati per raggiungere le sedi di lavoro, dalla sede dell’Aquila per  la sede di Avezzano, da Sulmona a Castel di Sangro, da Avezzano a Sulmona (e viceversa) e qualcuno viaggia anche da Teramo”.

Per tutto ciò la Filcams-Cgil e la Uiltucs-Uil, hanno proclamano lo stato di agitazione sindacale, aprendo formalmente una procedura di raffreddamento e chiedendo formale convocazione alla Prefettura dell’Aquila.

Chiediamo – comunicano i sindacati –  il pagamento degli stipendi entro le date consentite e comunque non oltre il 15 ottobre, indicazioni certe sul futuro dei lavoratori precari da stabilizzare. E’ evidente che se dovessimo registrare da parte della società Olicar l’indisponibilità per i punti sopra richiamati, saremo costretti ad effettuare le opportune iniziative di lotta, anche di evidenza pubblica e con possibili ripercussioni, nostro malgrado, sui servizi da effettuare e disagi anche per l’utenza”.