L’AQUILA – Una proroga “tecnica” alla società Manutencoop fino a dicembre, in attesa che venga individuato un nuovo soggetto esterno a cui affidare il servizio di manutenzione e pulizia degli alloggi antisismici del progetto C.a.s.e. dell’Aquila, attraverso una gara già elaborata e in pubblicazione.

È quanto ha deciso il Comune capoluogo in merito alla spinosa questione che riguarda i 19 complessi delle new town, un immenso e costosissimo patrimonio di cui l’ente è diventato proprietario da un paio di anni.

Il mantenimento e la cura dei 4.500 alloggi sono stati spesso al centro di polemiche e problematiche, ultima quella riguardante il crollo di un balcone di una piastra antisismica, finito al centro di un’inchiesta della procura della Repubblica che sta indagando a tutto campo, prendendo in esame anche il processo di manutenzione, sia ordinaria sia straordinaria.

Il nuovo bando per l’affidamento del servizio è pronto e “sarà pubblicato forse già lunedì”, spiega ad AbruzzoWeb l’assessore comunale al Bilancio Lelio De Santis, che ha anche la delega alla gestione finanziaria dei complessi, le cosiddette “casette di Berlusconi”.

Intanto, “nelle more dell’espletamento della gara è stata prevista una proroga tecnica alla Manutencoop”, che aveva già usufruito di un anno di allungamento del contratto.

Un piccolo sospiro di sollievo per i 59 dipendenti della società che, almeno per qualche tempo, avranno ancora un lavoro. Almeno fino all’aggiudicazione della nuova gara.

“Valuteremo l’offerta economica più vantaggiosa – spiega De Santis in merito al nuovo bando – Il contratto sarà per 6 mesi, il costo di 1,2 milioni di euro, un po’ meno dei 3 milioni annui dati alla Manutencoop. Presumibilmente dal 1° gennaio il nuovo gestore inizierà le attività”.

L’avviso pubblico, è bene precisarlo, non riguarda l’individuazione della società mista pubblico-privata di cui si parla da tempo, a cui l’ente ha ipotizzato di affidare in blocco il servizio, e che sarebbe composta da una partecipata creata ad hoc e da un socio privato, indicato con apposita gara europea.

Per questa soluzione la strada sembra ancora lunga e tortuosa.

La Scs Azioninnova, l’advisor al quale l’amministrazione si era rivolta per un supporto giuridico e organizzativo, ha elaborato un piano che, però, non convince l’assessore.

“La proposta si presta a diverse osservazioni e critiche – rileva – ci sono elementi che vanno approfonditi, come i costi, la copertura finanziaria, il tipo di società, eccetera. Dobbiamo decidere nei prossimi giorni se questo iter è utile o meno”.

“Tenendo conto dell’orientamento del governo di ridurre le municipalizzate (il nuovo gestore avrebbe al suo interno una partecipata del Comune, ndr) potremmo decidere di indirizzarci verso un global service, un soggetto esterno del tutto privato”, ipotizza De Santis.

La necessità di trovare un nuovo gestore è comunque sempre più impellente. “Il servizio, a parere dei fruitori, non è stato sempre all’altezza”, evidenzia l’assessore che dice la sua anche in merito al caso del crollo del balcone.

“Anche se non di sua stretta competenza, chi fa manutenzione avrebbe potuto anche ravvisare  eventuali criticità strutturali. C’è una specie di responsabilità di vigilanza”, conclude.