L’AQUILA – “È un risultato positivo l’annuncio della cancellazione delle norme contro i riscatti previdenziali, che ledevano diritti non solo acquisiti ma acquistati, con l’esborso di somme anche ingenti, ma va proseguita la mobilitazione per vigilare contro eventuali ripensamenti. Resta il problema dell’efficacia della manovra, per non doverne rifare a breve altre, che si risolve solo mettendo mano subito alle riforme più importanti per eliminare le due grandi anomalie italiane: evasione/elusione fiscale e costi abnormi della politica”.

Lo afferma in una nota la Uil Abruzzo, che insieme alla Cisl, organizza oggi incontri con i Prefetti nelle quattro Province “per mantenere forte la pressione sul Governo affinché non inventi altre misure contro il lavoro, faccia pagare il giusto a chi non paga mai, riduca da subito i costi della politica e non rinvii la cancellazione di Province e piccoli Comuni”.

“Non si devono rinviare i tagli ai costi della Politica – prosegue la nota – e la razionalizzazione degli Enti Locali, con l’abolizione delle Province e dei piccoli Comuni. Bisogna anticipare la riforma fiscale, che dovrà abbassare le tasse sul lavoro e sulle pensioni e aumentare il prelievo sui consumi di lusso. Ci sono tutti gli strumenti tecnologici per vincere la lotta all’evasione fiscale, anche introducendo tracciabilità per le operazioni sopra 500 € e più controlli (oggi sono solo il 10 per cento)”.

“La Pubblica Amministrazione – si legge – va riformata con progetti seri che premino chi merita: basta con la vessazione del pubblico impiego (previdenza, contratti, liquidazione, tredicesime). Chiediamo inoltre che si chiarisca che le rappresentanze sindacali in azienda titolari della contrattazione aziendale sono solo quelle appartenenti alle associazioni sindacali firmatarie del CCNL applicato”.

“La manovra – continua la nota della Uila – non deve pregiudicare ulteriormente le prospettive di sviluppo: la bassa crescita rende impossibile anche solo far quadrare i conti. Per l’Abruzzo, ciò deve significare lo sblocco delle risorse nazionali per lo sviluppo, per poter disporre finalmente del FAS regionale, ma anche per chiarire su quali risorse del FAS nazionale potremo far conto per investimenti e infrastrutture (non solo in cassa integrazione in deroga, pur fondamentale). È inaccettabile che si sostenga in ambienti governativi che l’Abruzzo ha già avuto per la ricostruzione: le risorse per recuperare le devastazioni del terremoto non possono essere sostitutive di quelle per lo sviluppo. Bisogna trovare una soluzione, se necessario legislativa, per far camminare contestualmente il decreto terremoto nella parte ricostruzione e in quella per lo sviluppo (Master Plan)”.