L’AQUILA – Non saranno rivisti i saldi della manovra e i tagli previsti nei confronti degli enti locali rimangono inalterati.

È la posizione che il governo ha illustrato ai presidenti delle Regioni che oggi sono stati ricevuti dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. All’incontro era presente anche il governatore abruzzese, Gianni Chiodi (nella foto).

In sostanza, sono cadute nel nulla le richieste degli enti locali e delle Regioni, che avevano invocato un incontro con il governo per ridurre i tagli previsti nella manovra economica in discussione e approvazione in Parlamento.

Il nulla di fatto da parte del governo ha portato il presidente della Conferenza delle regioni, Vasco Errani, a parlare di “conflitto istituzionale” e a confermare l’intenzione di rimettere nelle mani del governo le deleghe trasferite alle Regioni dalla riforma Bassanini.

“Siamo sempre più convinti – ha confermato Chiodi al termine della riunione – che l’unica soluzione attuabile sia questa. Il governo sa benissimo che con i tagli previsti in finanziaria le Regioni non sono in grado di operare amministrativamente su alcune materie importanti come i trasporti e le politiche di sostegno alla famiglia e alle imprese, tanto per fare qualche esempio”.

In termini finanziari, le deleghe che le Regioni vogliono riconsegnare pesano per poco più di 3 miliardi di euro di trasferimenti a fronte dei 4 miliardi 350 milioni che lo Stato vuole tagliare a partire dal 2011″.

COMMISSIONE PARITETICA GOVERNO-REGIONI PER SCOPRIRE SPRECHI

L’AQUILA – Il presidente della Regione, Gianni Chiodi, non ha esitato a giudicare “negativa” la riunione di oggi sulla manovra con il governo, “in quanto non c’è stata nessuna apertura verso il sistema delle Regioni; non è stato concesso – ha sottolineato – neppure lo slittamento di qualche giorno dell’approvazione”.

“Anzi – ha rivelato Chiodi – di fronte a questa richiesta il ministro Tremonti ha detto che in caso di rinvio il nostro debito pubblico sarebbe sotto scacco di speculazioni finanziarie e di attacchi pericolosi per l’intero sistema Paese già da lunedì”.

“Nel corso della riunione – ha spiegato Chiodi – abbiamo cercato di dimostrare che i dati che arrivano dall’Istat confermano che è stato lo Stato negli ultimi anni a incrementare l’indebitamento generale. Naturalmente le regioni sono consapevoli che hanno delle responsabilità a cui far fronte, in questo senso il ministro Tremonti ci ha ricordato il nodo sanità che sta interessando diverse regioni del Centro-Sud, ma proprio per questo noi siamo pronti a fare la nostra parte, così come siamo pronti ad istituire una commissione paritetica governo-regioni che individui l’origine e la natura degli sprechi”.

“Berlusconi questo lo ha accettato – ha concluso Chiodi – ed è stata l’unica cosa concessa. L’unica certezza, invece, è che dal 2011, rimanendo così la situazione, le regioni non saranno in grado di assicurare alcuni importanti servizi, come il trasporto pubblico sul quale dovremmo fare pesanti riduzioni e le politiche di sostegno alle imprese”.