ROMA – “Ma quali dimissioni, ho esercitato il ruolo di relatore illustrando la legge di stabilità. Il relatore guida l’Aula nell’analisi di tutti gli emendamenti fino al voto. Ma quando gli emendamenti sono 900 e il tempo a disposizione è di due ore e mezza, come si fa a non prendere atto che non ci sono le condizioni per andare in Aula con il relatore”.

Parla di “rilievi pretestuosi” della minoranza, in un’intervista al Corriere della Sera, il senatore aquilano Guido Liris, capogruppo di FdI in Commissione Bilancio, confermato anche quest’anno relatore del disegno di legge di bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2025 e bilancio pluriennale per il triennio 2025-2027.

Il via libera dell’Aula del Senato alla fiducia chiesta dal governo sulla manovra è arrivato ieri con 112 voti favorevoli, 67 contrari e un astenuto. Il voto finale sulla legge di bilancio ha invece registrato 108 sì, 63 no e un astenuto.

Dirigente medico in aspettativa della Asl aquilana, già assessore regionale al Bilancio della Regione Abruzzo ed ex vicesindaco dell’Aquila, “Illuminato da un’improvvisa popolarità per essersi dimesso da relatore”, si legge sul quotidiano, Liris che aveva già chiarito come “in Commissione Bilancio si è preso atto dell’impossibilità tecnica di esaminare utilmente il provvedimento”, ha precisato: “È dal 2018 che sulla manovra si procede con un monocameralismo di fatto. Cioè quando al Governo non c’era certo FdI. Peraltro il Consiglio dei Ministri ha licenziato la manovra il 17 ottobre: tempo al Parlamento ne ha dato. Tornare alla doppia lettura è il mio auspicio, condiviso in maggioranza, per il futuro. Qualcuno ha voluto legare le due cose strumentalmente”.

Alla domanda della giornalista del Corsea Adriana Logroscino: “Però pare che la sua sortita abbia messo in imbarazzo il Governo: l’hanno rimproverata i dirigenti del partito?”, Liris ha quindi risposto: “Ma nient’affatto. Ovviamente parlo ordinariamente con tutti i vertici dell’esecutivo e del partito nella mia attività di capogruppo in Commissione Bilancio. Nella veste di relatore avevo anticipato e concordato la mia dichiarazione. Nessuno mi è sembrato appassionato alla vicenda”.

In riferimento all’osservazione “un relatore che lascia prima di andare in Aula non si era ancora visto”, Liris ha poi aggiunto: “perché di solito il dibattito in commissione si avvia e, dopo aver esaminato magari un centinaio di emendamenti, si constata che non si può continuare e si prende atto che mancano le condizioni di dare il mandato al relatore. Io ho solo anticipato questo iter, dicendo che potevamo prenderne atto già in commissione, prima di andare in Aula”.

Infine, “è stata una mossa voluta o un peccato di ingenuità?”: “Essendo stato anche assessore regionale al ramo, benché sia relativamente giovane, sono un veterano delle maratone di Bilancio e delle dinamiche politiche in generale”, ha concluso Liris.