CHIETI – “Scendere in piazza e mobilitarsi è necessario soprattutto per manifestare lo sdegno ed il rifiuto per un sistema costruito sul corpo delle donne. Quel sistema che alcuni mesi fa aveva visto le donne diventare oggetto di scambio nella contrattazione di favori illeciti e che oggi brucia i sogni, le aspirazioni, le facce di giovani ragazze usate per il piacere e il divertimento del potente di turno”. È quanto dichiara Francesca Fraticelli, coordinatrice del Pd di Chieti scalo:

“Questo è il punto nodale dell’indignazione che sentiamo crescere in questi giorni. L’uso strumentale del corpo delle donne non è il solo motivo per cui provare orrore quando uomini di potere comprano la compagnia di giovani ragazze, perché è assai più grave aver costruito un sistema che prima usa e consuma le donne, poi le divora fino a calpestarne ogni forma di dignità. Cosa rimane di tutte queste ragazze coinvolte a vario titolo nelle vicende scandalose a cui assistiamo? Cosa rimane di queste ragazze costrette a denudarsi pubblicamente della loro dignità, per mentire e difendere il proprio padrone agli occhi dell’opinione pubblica? Epiteti ed etichette attaccate a facce e corpi sbattuti continuamente sulla stampa, storie private calpestate dal gossip, sogni e carriere bruciate”.

“Per definire questo sistema si è parlato di ‘mignottocrazia’ ma le donne non gestiscono il potere, ne sono vittime. Esse rimangono schiacciate da chi ha immaginato un meccanismo che ruota intorno al sogno di facili guadagni, ai favori personali e alle promesse, alle elargizioni di denaro o posizioni di prestigio ottenute in cambio di prestazioni. Un meccanismo, che denigra profondamente le donne e che diventa anche spregio per le Istituzioni e per la dignità delle persone tutte, quelle comprate e quelle che, ogni giorno, faticano per guadagnare il frutto del proprio lavoro”.

“Per questo è necessario mobilitarsi, uscire fuori, sentirsi indignati, tornare a rivendicare quel valore del femminile che risiede nell’alterità, nella autonomia, nell’intelligenza. Occorre recuperare ed insegnare il valore della meritocrazia e del rispetto, valorizzare le differenze e le competenze. Non possiamo essere complici silenziosi di un sistema che vuole le “donne sedute sulla propria fortuna”,  ma è necessario affermare con forza che le donne sono capaci di costruirsi la propria esistenza senza dover vendere il proprio corpo”.

“E’ necessario scendere in piazza perchè le donne devono tornare ad insegnare alle loro figlie che esse sono le uniche padrone del proprio destino, che il corpo non è misura di tutte le cose, che non sono tenute a cedere al ricatto per compiacere chi ha il potere, che i privilegi regalati e non guadagnati sono effimeri ed offendono l’intelligenza, che la bellezza non è un merito né un demerito, che il cuore e la  mente sono le uniche parti anatomiche che fanno di loro delle donne vere”.