L’AQUILA – Nel giorno del voto in Abruzzo, anche a L’Aquila è arrivata, come a Montorio, Atri, Spoltore, Bussi sul Tirino, Pescara e Pineto, l’ArteResistente.
Ma le 99 mani che annegano, simbolo dei tanti migranti che in mare hanno perso, e continuano a perdere la vita, spuntate nella piazza della Fontana delle 99 Cannelle, sono state fatte rimuovere dal Comune e subito è scoppiatta la polemica.
Tutto è iniziato all’alba, con la pubblicazione su Facebook dell’installazione, seguita da un post del consigliere comunale della Lega Francesco De Santis, definito da Luigi Fabiani, “consigliere-sceriffo”, che ha scritto: “Quattro scappati di casa avevano abbandonato dei ‘rifiuti’ ingombranti in mezzo alle 99 Cannelle. Per fortuna, con la Lega al governo della città, queste scemenze ‘artistiche’ pro clandestini non hanno più motivo di esistere”.
Immediata la reazione da parte del gruppo ArteResistente che sulla propria pagina ha riportato le parole di De Santis, parlando di “disumanità”.
“A L’Aquila, non c’era la scusa del comizio, né della sicurezza, né un’altra scusa. A voi dà proprio fastidio l’arte, chi si esprime, chi la esprime, cosa esprime, chi vi dimostra con qualche pezzo di cartone la vostra disumanità. Siete usciti allo scoperto: a voi danno fastidio gli esseri umani in base alla loro condizione sociale. L’opera ‘Mediterraneo’ esiste qui, ovunque, non servirà rimuoverla. Urlerà sempre”, si legge nel post.
Le 99 mani erano accompagnate da un cartello con la scritta: “Noi siamo l’Abruzzo, la Regione della Brigata Majella, dei Nove martiri aquilani e della resistenza. Questa è la nostra identità, la barbarie non passerà”. (a.c.p.)





