L’AQUILA – “Gli assegnatari di alloggi titolari di un contratto di affitto sono stati esonerati (per motivi di natura politico-elettorale?) dal pagamento dei canoni degli alloggi”.
È tra le contestazioni che i due consiglieri comunali dell’Aquila Guido Liris (Forza Italia) e Alessandro Piccinini (Nuovo centro destra) rivolgono al sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, contestando le sue esternazioni dopo essere stato citato assieme ad assessori e dirigenti per danni erariali dalla Corte dei conti per 11 milioni di euro.
Cialente ha lanciato una serie di bordate al governo centrale e alla governance della ricostruzione degli scorsi anni, incassando la solidarietà della sua amministrazione e del suo partito, ma da Liris e Piccinini arriva una serie di bordate.
“Attraverso la solita sceneggiata, attacca invece di difendersi e, anziché preoccuparsi di rispondere argomentando nelle opportune sedi giudiziarie – attaccano – lancia strali contro tutti, accampando fatti e situazioni del tutto infondate”.
Sconcertano le dichiarazioni rilasciate dal sindaco in merito al procedimento intentato dalla Corte dei conti dell’Aquila con il quale la magistratura contabile gli chiede conto di 11 milioni di euro per le mancate riscossioni dei canoni di compartecipazione degli alloggi dei progetti C.a.s.e. e dei Map.
Attraverso la solita sceneggiata, attacca invece di difendersi e, anziché preoccuparsi di rispondere argomentando nelle opportune sedi giudiziarie, lancia strali contro tutti, accampando fatti e situazioni del tutto infondate.
In primo luogo a Cialente ricordiamo che fu lui a volere a ogni costo la fine dello stato di emergenza e della gestione commissariale, pur non avendo (come i fatti dimostrano) alcun piano di gestione dei nuovi insediamenti abitativi; ricordiamo inoltre che, per scelta dell’amministrazione, per un lungo periodo di tempo, gli assegnatari di alloggi titolari di un contratto di affitto sono stati esonerati (per motivi di natura politico-elettorale?) dal pagamento dei canoni degli alloggi, per poi ricevere oggi richieste di pagamento per importi che, in taluni casi, superano i 10 mila euro.
Giudichiamo estremamente scorretto scaricare le proprie responsabilità, le proprie mancanze e le proprie omissioni sulle drammatiche situazioni della popolazione aquilana; sarebbe opportuno che alcune affermazioni del sindaco Cialente fossero corroborate da dati verificati e verificabili, e che con questi dimostri alla città che la situazione rilevata dalla Corte dei conti è frutto unicamente della indigenza e della disperazione della popolazione e non già dell’inefficienza dell’amministrazione comunale nella gestione della problematica.
L’amministrazione comunale ha contezza di quali siano le reali condizioni dei residenti, caso per caso?
Ricordiamo al sindaco e alla città che già nel 2010 ci fu una proposta consiliare a firma degli allora consiglieri Franco Colonna e Giuseppe Bernardi in merito a pagamenti degli affitti e calcoli ponderali per determinare gli stessi.
Tutto ciò non fu voluto dal sindaco e dalla sua Giunta. Oggi paghiamo le conseguenze di una cattiva gestione della “cosa pubblica”.
In conclusione, data la portata delle contestazioni che gli vengono mosse, consigliamo a Massimo Cialente di riflettere molto bene sulla sua annunciata scelta di rinuncia alla propria difesa nel procedimento in oggetto.





