L’AQUILA – Slitta al prossimo 11 marzo la decisione sull’opposizione alle archiviazioni delle posizioni del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e dell’ex vice sindaco e assessore comunale alla Protezione civile Roberto Riga, indagati per la mancata prevenzione e gestione del rischio sismico alla vigilia del tragico terremoto del 6 aprile 2009.
All’udienza di oggi era indisponibile, tra gli altri, l’avvocato di entrambi, Carlo Benedetti, che è anche presidente del Consiglio comunale e assiste entrambi gli esponenti politici in altri procedimenti giudiziari, come quello contabile sull’Accademia per l’Immagine di Cialente o quello penale su tangenti e appalti di Riga.
Il procedimento è nato dopo una denuncia presentata dal consigliere comunale Vincenzo Vittorini e da altre persone che, come lui, hanno avuto vittime tra i loro familiari in seguito al sisma del 6 aprile 2009.
Ai due amministratori si contesta una cattiva organizzazione del pre-sisma con una serie di mancate iniziative come la redazione del piano di protezione civile o l’organizzazione di esercitazioni antisismiche in una zona a forte vulnerabilità.
Ovviamente per prevenzione non si intende la “previsione” di eventuali scosse ma l’adozione di formule organizzative che dessero risposte soddisfacenti in caso di un’emergenza.
La procura della Repubblica non ritiene che ci siano gli elementi probatori validi per portare al processo Cialente e Riga e ha chiesto l’archiviazione, mossa sulla quale è arrivata l’opposizione degli avvocati delle parti lese, capeggiati da Angelo Colagrande, che ha guidato anche la protesta contro le richieste di archiviazione per Guido Bertolaso nell’ambito del procedimento “Grandi rischi 2”.
La palla passa ora al giudice per le indagini preliminari Giuseppe Romano Gargarella che dovrà valutare su queste richieste.
Esposti simili, sempre contro gli amministratori comunali, sono già stati archiviati definitivamente dallo stesso Gip nel 2013. (alb.or.)






