CHIETI – Polemiche in relazione alla decisione di chiudere la Furci-San Buono. La strada, di competenza della Provincia di Chieti, sarebbe stata chiusa, secondo il comitato Pro Trignina, perché non sarebbe passato neanche uno spazzaneve.
Un’affermazione contro la quale reagisce con decisione il vice presidente della Provincia e assessore alla Viabilità, Antonio Tavani, che spiega che la motivazione della chiusura sta nel fatto che ieri si sono verificate violente bufere di neve e vento che hanno reso impossibile l’impiego degli spazzaneve.
La situazione è precipitata a tal punto, fa sapere Tavani, che un operatore della Sasi, la società di gestione delle reti idriche, è stato investito nel corso della bufera da un vigile urbano di Furci, a causa della visibilità pressocché inesistente.
“A quel punto – dice Tavani – in seguito a un consulto telefonico tra i responsabili tecnici della Provincia e le due ditte private che stavano operando su quel tratto, dopo aver verificato che nessuna autovettura o automezzo fosse rimasto sotto la neve, si è deciso che l’unica soluzione possibile era quella di chiudere al traffico quel tratto di strada per esclusive ragioni di sicurezza”.
Furci non rimasto comunque isolato, visto che il paese è servito dalla ex state 86 in direzione valle e dalla fondovalle Treste, tramite la strada comunale. Stessa cosa per San Buono e Liscia.





