PESCARA – Ferite e danni dovuti alla grandine o provocati dal nubifragio o, ancora, in alcuni casi, da entrambi i fenomeni.
All’indomani dell’ondata eccezionale di maltempo che ieri ha colpito la costa abruzzese, Pescara si lecca le ferite.
Ovunque, nei bar, negli uffici, nei negozi e lungo le strade, le persone raccontano le loro storie ed emerge così come l’intera città, in alcuni casi di più in altri di meno, sia stata toccata da un giorno di follia climatica che in tanti dicono di non aver mai visto. L’Ansa ne ha raccolta qulacuna.
E’ un caldo mercoledì estivo. Alle 12,35 sulla città iniziano a cadere chicchi di grandine grandi come arance. “Sembrava un bombardamento”, dicono tutti quelli che, richiamati dai rumori sordi e ripetuti, dopo aver trovato in fretta e furia un riparo, rimangono a guardare inermi quello spettacolo della natura, mentre vetri e parabrezza vanno in frantumi. Lo scenario, nei minuti successivi, viene definito “apocalittico”.
Quando tutti pensano che il peggio sia passato, sulla città si abbatte un violentissimo nubifragio: le strade si trasformano in fiumi, le auto vengono trascinate via, le case, i locali e i negozi ai piani terra vengono invasi dall’acqua. Quando la pioggia cessa di cadere, ognuno ha la sua storia da raccontare.
C’è una donna dei Colli che, viste le strade impraticabili, decide di andare a lavoro a piedi, ma cade in una buca piena d’acqua e finisce in pronto soccorso, dove ci sono altre decine di persone ferite dalla grandine.
Un’altra donna, invece, mentre è al lavoro viene ferita da una scheggia di vetro della finestra che si rompe a causa della grandinata.
Ci sono poi i due operatori tv che mettono in salvo una signora: lei, con l’auto bloccata in strada, sale su un muretto e loro, sfidando il fiume d’acqua, riescono a caricarla sul loro veicolo e a portarla a casa.
Una ragazza, invece, dopo aver recuperato la sua auto coi vetri distrutti, convinta che la sua disavventura sia finita lì, per rientrare a casa è praticamente costretta a “nuotare” nel metro d’acqua che invade il cortile e l’androne del suo palazzo.
Per una famiglia della zona Sud della città, invece, il bilancio è di due auto distrutte e il tetto gravemente danneggiato, con la casa allagata.
Oggi è il giorno della conta dei danni e sembra un bollettino di guerra. Impressionanti le immagini delle auto in coda nelle attività che riparano cristalli per veicoli: dozzine di mezzi con i vetri rotti e la carrozzeria che sembra presa a martellate. Così come sono impressionanti le immagini delle auto capovolte nei parcheggi invasi dall’acqua e poi liberati dai soccorritori.
In un giorno che la città difficilmente dimenticherà, non mancano, però, le buone notizie: quando anche l’ospedale incontra serie difficoltà a causa dei locali allagati, due bambini nascono con interventi urgenti e non rinviabili di parto cesareo.





