L’AQUILA – Pendolari bloccati alla stazione dell’Aquila per i treni che non arrivano, il bar che chiude lasciandoli senza alcun genere di conforto, e l’odissea per ritornare a casa, grazie a un’auto recuperata all’ultimo minuto, con le strade impraticabili.

È il racconto di un pendolare, Marco Camponeschi, che affida il suo sfogo a una lettera indirizzata ad AbruzzoWeb in cui narra l’odissea vissuta venerdì scorso, il primo giorno della nevicata record che ha colpito tutta la regione.

Il signor Camponeschi, residente a Cittareale (Rieti), come ogni giorno si è recato all’Aquila per lavoro con il treno che da Antrodoco lo porta nel capoluogo.

Le brutte sorprese sono iniziate a ora di pranzo, quando alla stazione iniziano le comunicazioni riguardo la soppressione dei treni.

“Esco dall’ufficio – racconta – in tempo per prendere il treno che parte alle ore 13.25 ma, sorpresa, lo stesso viene soppresso. Aspetto allora il treno delle  14.30 ma, sorpresa nella sorpresa, anche questo viene cancellato (sul monitor intanto continuano a comparire i vari treni in partenza senza nessuna indicazione di eventuali cancellazioni). I miei compagni di viaggio più pratici di me iniziano a contattare il centro di controllo delle Ferrovie che comunica che a causa della neve i treni in arrivo all’ Aquila, una volta giunti alla stazione di Sella di Corno, non erano più in grado di proseguire”.

Ciliegina sulla torta, i pendolari in attesa dei treni da ore vengono lasciati soli, perché l’unico bar presente in zona, quello della stazione, decide di chiudere. 

“Gli unici presenti in stazione – prosegue il signor Marco – oltre ai passeggeri in trepidante attesa di qualcuno che li riportasse a casa, erano gli addetti alle pulizie in quanto sia la biglietteria che il bar della stazione avevano avuto la stupenda idea di chiudere lasciando noi poveri viaggiatori senza uno straccio di assistenza o (nel caso del bar) di genere di conforto”.

A quel punto i passeggeri, autonomamente, hanno deciso di attivarsi per cercare un modo alternativo di tornare a casa.
 
“Grazie al buon cuore di un compagno di sventura che era nel frattempo riuscito a procurarsi una vettura siamo partiti dall’ Aquila intorno alle 16 e ci siamo avventurati in un viaggio infernale considerando lo stato a dir poco ignobile della s.s. 17 che collega la città ad Antrodoco, basti dire che nei 35 chilometri di percorso non si è vista l’ombra di uno spazzaneve o altro mezzo per librare le strade, sia nella parte di pertinenza del compartimento Anas per l’ Abruzzo, sia nella parte competente al compartimento del Lazio”.

Morale della favola, per percorrere 35 chilometri, che normalmente con il treno si fanno in 40 minuti, il signor Camponeschi ha impiegato ben due ore. 

Gli interrogativi su cosa non abbia funzionato sono ancora molti, e il signor Marco li indirizza alle ferrovie dello stato.

“Considerando che era ormai una settimana che si parlava dell’arrivo della neve anche in maniera  abbondante, perché non si è provveduto a istituire in tempo utile un servizio sostitutivo con autobus attrezzati con pneumatici da neve o con catene  almeno nella tratta fino ad Antrodoco, che è quella più colpita? Perché ora che l’emergenza sembra essere passata e, a distanza di una settimana, non si è riuscito ad riattivare la linea?”.