CAMPOBASSO – Il Molise è in ginocchio a causa di un’ondata di maltempo senza precedenti che ha portato la Protezione Civile a estendere l’allerta rossa anche per la giornata di domani, venerdì 3 aprile.

La situazione è critica su più fronti: infrastrutture compromesse, esondazioni e nevicate record.

L’evento più grave si è registrato questa mattina lungo la Statale 16 Adriatica, dove il cedimento di un imponente sezione del ponte sul fiume Trigno ha di fatto interrotto i collegamenti terrestri tra Molise e Abruzzo.

Anas e Forze dell’Ordine hanno interdetto il traffico in entrambe le direzioni. Si segnalano inoltre cinquecento sfollati nelle aree limitrofe a causa del rischio idraulico.

A Termoli, la situazione è di massima allerta. L’apertura delle paratie della Diga del Liscione, resasi necessaria per l’eccessivo carico idrico, sta causando cascate d’acqua spettacolari ma pericolose.

Evacuazioni preventive sono in corso nelle zone di Rio Vivo e Marinelle.

La circolazione ferroviaria sulla linea Adriatica è sospesa tra Fossacesia e Porto di Vasto per l’esondazione del fiume Osento, bloccando di fatto la dorsale ferroviaria verso nord.

Non solo le grandi arterie costiere: il Molise è stretto in una morsa di fango e detriti che sta isolando decine di comuni dell’entroterra.

Il bollettino della viabilità si aggrava drasticamente a causa delle frane di saturazione provocate dalle piogge torrenziali delle ultime 48 ore con la SS 647 “Bifernina” che collega Termoli con Campobasso, Benevento e Isernia dove la circolazione è fortemente rallentata a causa di uno smottamento all’altezza del bivio di Guardialfiera. Il fango ha invaso la carreggiata in diversi punti; si procede a senso unico alternato, ma Anas valuta la chiusura totale nelle prossime ore qualora il movimento franoso non dovesse arrestarsi.

Problemi anche per la SS 652 “Fondovalle Sangro” chiusa nel tratto molisano tra Castel del Giudice e il confine abruzzese per la caduta di massi di grosse dimensioni.

Infine sulla SS 17 “Appenninica” con forti criticità nel tratto tra Isernia e Castel di Sangro in Abruzzo. Una frana di vaste proporzioni ha interessato il versante nei pressi di Rionero Sannitico, rendendo pericoloso il transito.

Il territorio molisano, storicamente fragile, sta cedendo sotto il peso delle piogge. In Provincia di Campobasso situazione drammatica a Civitacampomarano e Petacciato, dove i movimenti franosi storici si sono riattivati con velocità preoccupante.

In particolare, a Petacciato una frana di scorrimento sta minacciando le condotte idriche principali, nonché infrastrutture autostradali e ferroviarie. Nell’Area del Fortore le strade provinciali che collegano Riccia e Tufara sono interrotte in almeno tre punti per il cedimento del piano viario. Alcune frazioni rurali sono attualmente raggiungibili solo da mezzi di soccorso anfibi o elicotteri.

La Provincia di Isernia, inoltre, ha disposto il monitoraggio h24 per i ponti minori lungo il corso del fiume Volturno, il cui livello idrometrico ha superato la soglia di guardia, minacciando le pile di sostegno di strutture risalenti al dopoguerra.

Mentre la costa combatte con l’acqua, l’entroterra è sommerso dalla neve.

A Capracotta (Isernia) si registra una bufera con accumuli che superano il metro e mezzo. Il sindaco Candido Paglione ha descritto la situazione come “siberiana”, con temperature abbondantemente sotto lo zero e blackout elettrici causati dal ghiaccio sulle linee.

Attese ancora piogge intense, grandinate e venti di burrasca per le prossime 24 ore.

La Protezione Civile e le Prefetture di Campobasso e Isernia invitano la popolazione a limitare ogni spostamento al minimo indispensabile.

Un miglioramento delle condizioni meteorologiche è previsto solo a partire dalla giornata di Pasqua.