TERAMO – Dopo la straordinaria ondata di maltempo che ha investito il teramano causando la morte del settacinquenne Pietro Di Sabatino è il giorno dei bilanci e delle accuse.
Secondo le prime stime i danni, solo sulla viabilità, ammonterebbero a 30 milioni di euro. Tantissime le attività produttive in ginocchio e sindaci che reclamano risorse da poter impegnare subito per fronteggiare le priorità del territorio.
Allagamenti ovunque con case che si sono riempite di fango e in un canile di Alba Adriatica (Teramo) sono rimaste vittime decine di animali.
I primi cittadini dei comuni interessati hanno lanciato il loro appello alla Regione nel corso di una riunione con il governatore Gianni Chiodi, che ha annunciato la richiesta di stato d’emergenza e un primo stanziamento di due milioni di euro, l’assessore con delega alla Protezione civile Gianfranco Giuliante e il presidente della Provincia Valter Catarra.
La furia della pioggia sta creando gravissimi problemi alle condotte fognarie e agli impianti di depurazione con gravi rischi dal punto di vista igienico e ambientale, così come desta molte preoccupazione lo scivolamento a valle dei rifiuti della discarica Coste Lanciano di Roseto (Teramo) in seguito alla rottura degli argini del fiume Tordino.
Come spesso accade in queste occasioni non sono mancate le polemiche politiche. Se da un lato Giuliante e il centro funzionale della Protezione civile si difendono dicendo che tutte le attività di informazione e allerta sono state espletate nei tempi giusti, dall’altra parte il centrosinistra attacca sostenendo che almeno la tragedia della vittima del sottopasso di Mosciano poteva essere evitata.
“Vi è stata una valutazione del pericolo probabilmente inadeguata – hanno sostenuto in una nota congiunta i consiglieri regionali regionali del Pd Camillo D’Alessandro, Claudio Ruffini e Giuseppe Di Luca – nessun intervento, nessun comunicato, nessun segno di vicinanza alle popolazioni colpite”.
“L’Italia dei valori avrebbe più volentieri visto sulle strade della nostra provincia un maggior numero di cantonieri, promessi solo sulla carta e mai assunti – ha rincarato la dose Cesare D’Alessandro – e meno distruttori di terreni pubblici e privati. Purtroppo, su questo, nonostante l’abbiamo più volte scritto e anche urlato in sede di Consiglio regionale, è stato come parlare alla luna. Le conseguenze del cattivo operare nella difesa del suolo sono sotto gli occhi di tutti e non occorrono ulteriori commenti”.
“L’esperienza dell’Aquila – ha replicato Chiodi – ci ha insegnato che nelle emergenze è importante essere uniti e informati su quelle che sono le rispettive competenze. Il fatto che si ripetano spesso eventi naturali, come quello di questi giorni, è da imputare alla vulnerabilità del territorio che è un problema che richiama la responsabilità delle varie classi politiche che si sono avvicendate”. Il presidente ha anche dato notizia di ulteriori 40 milioni di euro destinati alla prevenzione dei rischi di natura idrogeologica.
Annunciata a breve una riunione operativa con i comuni presso la sede aquilana della Protezione civile nel corso del quale saranno fornite le indicazioni per approntare tutta la documentazione che servirà a supportare la richiesta dello stato d’emergenza.
La provincia, dal canto suo, ha già approntato una scheda sui danni e sta raccogliendo la documentazione tecnica, fotografica e video. “Abbiamo bisogno di risorse subito – ha affermato Catarra – nessun ente locale, parlo anche da sindaco di Notaresco, è in grado di far fronte economicamente a questa emergenza e non possiamo aspettare né mesi né anni per un ristoro”. Oggi si e’ deciso di chiudere, solo di notte, dalle 20 alle 7, un altro ponte, quello sulla 553 all’altezza di Fontanelle.
Anche il ponte di Castelnuovo, ieri completamente interdetto al traffico, da domani sarà chiuso solo nelle ore notturne. “Entro un mese voglio riaprire la pedemontana fino a Sant’Onofrio – ha annunciato l’assessore provinciale Elicio Romandini – non possiamo fare programmi, invece, per la sistemazione della strada che arriva fino sulla provinciale 259, a Garrufo, in quanto il ponte sul Salinello è inagibile e in questo caso le risorse occorrenti sono piuttosto significative e al momento non sappiamo dove attingere le risorse”.
La previsione di spesa, solo per il ponte è di 2 milioni. Si sta studiando, inoltre, la possibilità di creare un collegamento alternativo fra le due sponde in attesa della ricostruzione del ponte. Fra le strade parzialmente chiuse la Teramo-mare di competenza dell’Anas: il tratto interessato è quello immediatamente successivo al tratto crollato durante l’alluvione del 2009.
Catarra ha annunciato l’intenzione di svolgere un consiglio provinciale ad hoc – potrebbe anche essere quello di lunedì 7 marzo già convocato – per recepire le istanze dei sindaci e votare all’unanimità la richiesta d’aiuto al Governo. “Ci saranno altri momenti – ha affermato – per valutare se e cosa non funziona nell’emergenza, mi auguro che in questa occasione vengano meno le logiche di parte e ci si ritrovi insieme per far fronte a questo ennesimo dramma che ci colpisce”.
Una prima risposta al mondo imprenditoriale arriva, intanto, dall’assessore regionale alle Attività produttive, Alfredo Castiglione, che in una nota ha fatto sapere che intende rimodulare alcune risorse del fondo unico delle attività produttive a favore di tutte quelle aziende colpite dall’alluvione in provincia di Teramo”.
Per informare i cittadini sugli aggiornamenti in merito alla viabilità e al maltempo la provincia di Teramo ha istituito una sezione specifica sul proprio sito internet.
DE MATTEIS: SOLIDARIETA’ ALLE POPOLAZIONI DEL TERAMANO
L’AQUILA – “Esprimo la più sentita solidarietà e vicinanza alle popolazioni teramane colpite duramente dalle recenti avversità atmosferiche. A loro va la vicinanza dei tanti cittadini aquilani sfollati e da loro ospitati dopo il terremoto. Mi auguro che possano prontamente affrontare la loro ricostruzione”. Lo ha detto il Vice Presidente vicario del Consiglio regionale Giorgio De Matteis.
RUBANO ARREDI ALLUVIONATI: DUE ARRESTI A PINETO
TERAMO – I carabinieri della stazione di Pineto hanno arrestato, in flagranza di reato, per furto aggravato, una coppia di coniugi di nazionalità romena che avevano approfittato dell’emergenza alluvione per rubare nelle abitazioni.
Secondo quanto accertato dai militari i due, muovendosi nella confusione dei soccorsi e dei residenti impegnati nel prosciugamento di scantinati e pianterreni dall’acqua del nubifragio, arraffavano scaffali, arredi, computer e quanto altro di trasportabile nell’immediato, per poi caricarlo su un furgone e far perdere le proprie tracce.
Molti dei materiali trafugati erano stati momentaneamente ammassati per strada, per liberare le stanze da ripulire.
I due, di cui non sono state fornite le generalità, sono stati rinchiusi nel carcere di Castrogno a disposizione del magistrato.
BANCA DELL’ADRIATICO: PLAFOND DI 50 MILIONI PER IMPRESE E FAMIGLIE
PESCARA – Banca dell’Adriatico, la banca del Gruppo Intesa Sanpaolo che opera lungo la dorsale adriatica, mette a disposizione un plafond di 50 milioni di euro per speciali finanziamenti, a condizioni agevolate, a sostegno delle famiglie e delle imprese abruzzesi gravemente danneggiate dalle calamità naturali di questi giorni.
Le richieste possono essere presentate presso uno degli oltre 200 sportelli di Banca dell’Adriatico presenti sul territorio.
I finanziamenti verranno erogati a condizioni agevolate e in tempi rapidi, per rispondere nel più breve tempo possibile alle richieste provenienti dalle diverse realtà coinvolte dall’eccezionale ondata di maltempo.
“Con questa iniziativa – ha dichiarato Dario Pilla, direttore generale di Banca dell’Adriatico – vogliamo fornire una risposta tempestiva e concreta ad una situazione di emergenza che sta colpendo con particolare intensità l’Abruzzo e desideriamo essere vicini alle famiglie e agli imprenditori danneggiati dalle avversità atmosferiche con la concessione di prestiti a condizioni particolari e in tempi il più possibile immediati”.





