ANCONA – La Regione Marche valuta i possibili scenari, tra la Macroregione Adriatica (nsieme all’Abruzzo e ad altri eventuali partner e la Macroregione dell’Italia di mezzo, quest’ultima con Toscana e Umbria.
Domani a Fermo, prima dell’iniziativa “European House”, spazio a un incontro riservato tra i presidenti delle Marche Luca Ceriscioli, dell’Abruzzo Luciano D’Alfonso e i rispettivi capi di Gabinetto.
Si tratta del primo “abboccamento” tra le due Regioni, mentre il giorno dopo a Roma, a margine della Conferenza delle Regioni, Ceriscioli incontrerà per la seconda volta i governatori della Toscana Enrico Rossi e dell’Umbria Catiuscia Marini.
“È come chiedere a un bambino: ‘è più veloce il treno o è più bianco il latte?'”, si è chiesto il presidente Ceriscioli, in risposta ai giornalisti sullo scenario migliore per le Marche.
“Lo dicono tutti: in una macroregione con Umbria e Toscana, le Marche avrebbero meno peso – ha aggiunto -, in un’alleanza con l’Abruzzo avrebbero un ruolo più forte”. Ma la macroregione centrale, o Italia di centro come qualcuno l’ha chiamata, avrebbe il vantaggio di una “forte strutturazione istituzionale ed economica”. Intanto vanno avanti le relazioni di collaborazione con l’Umbria, in particolare per la sanità, e con la Toscana (“abbiamo in comune la Fano-Grosseto”).
Tra due giorni a Roma si dovrebbero affrontare questioni operative, come la possibilità di un unico ufficio a Bruxelles.
“Ma – ha sottolineato – non ci sono atti. Siamo ancora alla fase del dialogo con tutti”.





