L’AQUILA – L’ultima ordinanza sulle macerie, firmata da Berlusconi ma non ancora pubblicata, ha già scatenato nuove polemiche.

Quella che doveva essere la soluzione definitiva al problema, in attesa che il soggetto attuatore organizzi tutta la ‘filiera’ della gestione, del trasporto e dello smaltimento dei rifiuti provenienti dalle demolizioni pubbliche e private, si è rivelato, in realtà, l’ennesimo passo falso.

Stavolta l’intoppo è rappresentato dal luogo di conferimento delle macerie che, secondo l’Opcm 3942, che AbruzzoWeb ha letto in anteprima, viene individuato nella cava ex Teges in grado, però, di accogliere solamente 200 tonnellate al giorno e provenienti unicamente dai cantieri aquilani.

In pratica per tutti gli altri impianti, quelli gestiti dai privati, rimane il blocco imposto dalla normativa precedente e formalizzato dalla lettera della Provincia dell’Aquila del 2 maggio scorso.

A questo punto, però, è lecito cominciare a chiedersi se questa perdurante impasse prenda spunto dal pressappochismo con cui si affronta la vicenda o se ci siano altri motivi.

Certamente c’è la circostanza che ormai i soggetti interessati non dialogano più tra loro.

La Provincia, che pure ha competenze specifiche sulla materia e personale qualificato, non viene coinvolta nelle decisioni.

L’ultima riunione con i sindaci del ”cratere” risale a mesi fa e al tavolo tecnico la fa da padrone il Comune dell’Aquila che, però, ha esigenze del tutto specifiche e non replicabile sul territorio.

L’altra incognita è rappresentata dal ruolo di Asm, autorizzata in deroga alla legge sulle società di gestione dei servizi pubblici a svolgere le proprie mansioni anche fuori comune, ma su cui i sindaci esprimono più di una perplessità in mancanza di un piano industriale preciso e in assenza di una relazione dettagliata sullo stato dei bilanci.

Intanto proseguono le fibrillazioni da parte degli operatori privati proprietari di impianti per il trattamento dei rifiuti inerti.

Già 23 aziende si sono organizzate nel comitato “Gestori rifiuti abruzzesi” (Gra) e stanno preparando un documento con alcune proposte che, a detta degli interessati, consentirebbero di risolvere molti problemi.

Nel frattempo, però, i lavori sono fermi e le macerie continuano a occupare le strade e i vicoli. (red)

CHIODI: SCONGIURATA PARALISI DEL TRASPORTO

L’AQUILA – Verso una soluzione definitiva del controverso problema legato al trasporto macerie. E’ stata individuata nell’incontro odierno a Roma, presso il Dipartimento di Protezione civile, cui hanno partecipato Antonio Morgante (in rappresentanza del Commissario per la Ricostruzione, Gianni Chiodi) e Giacomo Aiello, consulente giuridico del Dipartimento.

Si è convenuto che un’ordinanza, di prossima emanazione, stabilirà, nelle more dell’effettiva entrata in vigore della Opcm 2923, che i trasportatori, comunque autorizzati in base all’articolo 212 del decreto legislativo 152/2006, potranno conferire, presso i siti accreditati, tutte le tipologie di macerie derivanti da crolli e demolizioni, anche selettive, individuate dai commi 1 e 3 della suddetta Opcm.

“In questo modo – assicura il Commissario Chiodi – viene scongiurata la paventata paralisi dello smaltimento di tali rifiuti, prima dell’effettiva entrata in vigore della stessa Opcm 3923”.