L’AQUILA – Fra toga e chitarra, non saprebbe cosa scegliere.
Fortunatamente davanti al bivio fra la musica e la sua professione da magistrato della Corte d’Appello, Luigi Santini non ci si è mai trovato.
E poi perché dovrebbe, visto che le due passioni vanno avanti benissimo, seppur su strade diverse? Unico ‘neo’, le ore piccole che spesso si fanno dopo un concerto, magari infrasettimanale.
E il giorno dopo, comunque, si parte da Teramo, dove vive da anni, in direzione L’Aquila, sede della Corte d’Appello e città dove è nato 52 anni fa.
Magistrato ‘rock’, Santini è chitarrista e voce degli ‘Stone Free’, gruppo che ha dieci anni e come mission quella di rispolverare e riproporre il rock anni ’70 e ’80.
Insieme a lui, Pierpaolo D’Amico (voce), Cristian Santroni (organo “Hammond” e tastiere), Ettore Cicchetti (batteria), Mauro Ciarpella (chitarra e voce), Sandro Ciarpella (basso).
Il nome della band viene dal b-side di Hey Joe, primo singolo di Jimi Hendrix inserita anche nell’Lp Are You Experienced?.
“Siamo un gruppo di appassionati di musica rock – spiega ad AbruzzoWeb – in particolare di band come Led Zeppelin, Pink Floyd, Deep Purple, Dire Straits e altri ‘big di quegli anni che ascoltavamo quando eravamo ventenni”.
Una musica che non smette di appassionare e che piace ad ogni età, anche a i giovani.
“Quello che ci gratifica di più sono gli applausi che arrivano a ogni concerto – dice – È questo che ci dà la carica, il riscontro da parte della gente, nient’altro. Infatti il nostro motto è ‘meglio appagati che pagati’”.
Una particolarità degli ‘Stone Free’ è di non fare mai prove: “Solo in occasione di qualche pezzo nuovo, cerchiamo di provare qualcosa, spesso nei soundcheck prima dei concerti. Più che ‘filosofica’, è una scelta ‘logistica’, visto che abitiamo tutti distanti”.
Il cantante è di Rocca di Mezzo (L’Aquila), il tastierista di Colonnella (Teramo), il batterista (unico che lavora nel campo musicale) vive a Castelfidardo (Ancona) , l’altro chitarrista vive a Torre San Patrizio (Fermo) e il bassista a Montecosaro (Macerata).
Altra peculiarità è che le ‘Pietre libere’ ripropongono solo vecchie hit.
“Preferisco una cover ben fatta piuttosto che un clone di cose già sentite. Scrivere qualcosa di originale è difficile e ricalcare strade già percorse non ha senso”.
Fin qui, a parlare è stato il lato ‘musicista’.
Il lato ‘magistrato’, dal 2012 è alla sezione Lavoro della Corte d’Appello, mentre prima era giudice del lavoro al tribunale di Teramo.
“Due volte a settimana vado all’Aquila – spiega Santini – Quest’anno è partito il processo civile telematico, quindi spesso posso lavorare da casa. Sono appassionato del mio lavoro, mi fa sentire realizzato. E con una buona organizzazione riesco a conciliare anche la passione per la musica”.
Il rapporto con L’Aquila è ormai da pendolare, anche se dice di sentirsi ancora aquilano.
“Sono nato nel capoluogo, mio padre era magistrato, ebbe un incarico a Teramo e ci siamo trasferiti lì. Anche se non vivo la città, mi sento parte di essa”.
Tanto che il suo sguardo al futuro della città è ottimista.
“Vedo molte gru e cantieri, almeno adesso. Ho l’impressione che da quando il Comune ha preso la gestione della ricostruzione, le cose procedano più speditamente”.



