L’AQUILA – Le “Luci d’artista”, costate circa 100 mila euro, “sono di seconda mano, poiché l’intera istallazione è già stata montata, identica, a Salerno, per il Natale 2014-2015. Anzi, con qualche istallazione in più rispetto al capoluogo”.
È polemica sugli addobbi natalizi “usati” affittati dal Comune dell’Aquila, grazie anche al contributo di 85 mila euro della Camera di Commercio, presieduta da Lorenzo Santilli, e la città si divide tra pro e contro, anche se indubbiamente sono moltissimi in più gli entusiasti.
Ombretta Fiordigigli, presidente dell’associazione culturale Mnemosyne, su Facebook ha scritto: “Luci d’Artista 2018: un Natale di seconda mano! L’Aquila indossa i panni dismessi di Salerno. Orsetti e fiori orrendi e cinque o sei istallazioni vecchie di 4 anni! Per far contento chi? Non certo L’Aquila città dell’arte in rinascita, che merita molto di più che l’elemosina (pagata più di 100 mila euro) con roba vecchia delle altre città. Ringraziamo la Camera di commercio e il sindaco, Pierluigi Biondi, per aver deciso che più di questo non possiamo proprio…O forse sì?”.
Le “Luci” si sono accese anche a Pescara, dove l’evento è giunto già alla terza edizione. Proprio le Camere di commercio abruzzesi hanno chiesto la stessa iniziativa venisse presa anche a Chieti e all’Aquila, ma sembra che il capoluogo d’Abruzzo, da quanto appreso, sia l’unico ad avere delle “luminarie riciclate”.
Insomma 85mila euro di fondi, attinti alle casse dell’ente camerale, per uno spettacolo di luci che i turisti hanno già avuto modo di vedere e ben quattro anni fa.
La polemica si è sollevata all’indomani del bagno di folla che ha accompagnato l’inaugurazione delle festività legate al Santo Natale aquilano, che hanno preso il via con l’accensione in piazza Duomo delle luci.
Il countdown è stato lanciato, davanti a migliaia di cittadini, dall’assessore alla Cultura e al Turismo, Sabrina Di Cosimo, protagonista anche di una piccola gaffe durante il suo discorso, trasmesso in diretta video da AbruzzoWeb.
Come hanno fatto notare alcuni lettori, Di Cosimo, in un passaggio del suo intervento ha detto: “Abbiamo fatto di tutto per rendere questa città più ‘accoglievole’ possibile”.
Tornando alle “Luci d’artista” anche una commerciante del centro storico, Federica Beniamino, conosciuta come Tofina, dal nome della sua attività, sui social ha commentato: “Trovo che le luminarie in alcuni punti siano poche, su via Castello neanche si notano. Lungo il corso stretto sono scarne, si nota che sono state fatte in economia. Ma ci sta anche questo. La quartina resta sempre il buon gusto, che non può essere condiviso da tutti. Avrei trovato molto più interessante illuminare i palazzi ancora dimessi”.
Ma le istallazioni, che resteranno all’Aquila fino al 27 gennaio, sono state al centro delle cronache già nei giorni scorsi: gli allevatori del comprensorio, infatti, rappresentati da Giulio Petronio, hanno denunciato come la Camera di commercio dell’Aquila spenda 85 mila euro per le luminarie di Natale, ma non paghi il contributo di 20 mila euro ai pastori che hanno preso parte alla Rassegna ovini di Campo Imperatore.
Camera di commercio che, proprio per mancanza di fondi, ha rinunciato all’organizzazione della Rassegna ovini 2018, salvata solo grazie all’intervento del sindaco di Castel Del Monte, Luciano Mucciante, e del consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci.
Fondi che, a distanza di quattro mesi, sono “saltati fuori” per una consistente sponsorizzazione all’assessorato alla cultura del Comune dell’Aquila.
Lo stesso presidente dell’ente camerale aquilano, Santilli, durante la cerimonia di accensione delle luminarie, l’8 dicembre scorso, ai microfoni di AbruzzoWeb ha in un certo senso spiegato la somma impegnata: “Spero che questa cosa serva alla città per dimostrare la ripresa e che tutti possano vederla in Italia”.
Peccato, hanno fatto notare in molti, “che l’allestimento sia già stato visitato a Salerno dai turisti quattro anni fa”.
Critiche finite anche sulla pagina Facebook della Camera di commercio dell’Aquila, per la scarsa partecipazione alla conferenza stampa di presentazione delle Luci d’artista, testimoniata dalle foto pubblicate proprio dall’ente camerale: “Il solito penoso scempio espresso in un conferenza stampa di due gatti”, scrive il fotoreporter Stefano Colacchi, “Pensate che due lucette accese possano dimostrare cosa? Solo lo spreco autorizzato delle finanze di questa città”.
Intanto, mentre va in scena lo scontro tra pro e contro le luminarie natalizie, il centro storico, anche ieri mattina, è stato “invaso” da tanti aquilani e turisti.
Dopo la pubblicazione dell’articolo, l’assessore ha tenuto ha precisare che: “In quanto oggetti d’arte Non hanno scadenza! Per esempio, se si portasse a L’Aquila un quadro di Van Gogh in mostra ad oggi al Moma di New York, quello stesso quadro non avrebbe meno valore! Ferisce, più di ogni altra cosa, l’irriconoscenza e la mancanza di rispetto del lavoro degli altri, per fortuna, di pochissime persone che evidentemente non hanno altro modo per dare un senso alla propria vita se non nel criticare o creare polemiche inutili e sterili quando il successo “esplosivo” dell’iniziativa Luci D’Artista sia sotto gli occhi di tutti!”.
Nella nota, poi, ha spiegato che “le installazioni artistiche che sono state scelte non sono scarti o recicli di altre città!! In quanto oggetti d’arte Non hanno scadenza! Per esempio, se si portasse a L’Aquila un quadro di Van Gogh in mostra ad oggi al Moma di New York, quello stesso quadro non avrebbe meno valore! Quindi che sia proprio gente che si definisce “di cultura” a fare questo tipo di apprezzamenti definendo come “riciclate”, opere artistiche esposte precedentemente in altre città, mi fa davvero pensare e dubitare sulla loro reale capacità di giudizio!”.
“Per quanto riguarda la mia gaffe personale sull’aggettivo ‘accoglievole’ mi fa davvero strano come alcuni (per fortuna pochissimi o i Soliti Noti), che hanno visto ed ascoltato l’intera diretta, abbiano potuto additarmi quell’unica gaffe data anche dalla forte emozione nel ritrovarmi Completamente da sola a presentare l’evento di accensione dell’albero di Natale e di tutte le installazioni artistiche! Nessuno di questi però forse sa (o fa finta di non sapere?) che mi sono procurata personalmente e privatamente l’impianto di amplificazione, che ho organizzato personalmente l’esibizione degli sbandieratori che ci hanno allietati nell’attesa del countdown finale e che in un anno e mezzo di mia incessante attività amministrativa, lavoro completamente da sola per due assessorati (Cultura e Turismo) che hanno a disposizione due unici dipendenti e che lavoro tutti i giorni, dalla mattina alla sera, sabato e domenica e festivi compresi (cosa questa di cui non ero affatto obbligata) spinta solo da un amore sviscerato per la mia città, dalla mia passione, grinta e determinazione!”, ha concluso l’assessore.





