L’AQUILA – Se lo Juventus Stadium è stato “lo stadio che cambia il calcio”, domani, domenica 4 settembre, a cambiare sarà quanto meno la storia del calcio dell’Aquila, con l’apertura dell’impianto “Gran Sasso d’Italia-Italo Acconcia”, nuova casa della squadra di calcio del capoluogo abruzzese che disputa il campionato di serie D, dopo 83 anni passati al “Tommaso Fattori”, inaugurato nel 1933 e condiviso da sempre con la squadra di rugby cittadina.

Il nuovo stadio sarà il primo senza barriere della serie D e tra i pochi in Italia dopo quello di Torino o il “Friuli” di Udine.

Un impianto che si trova in località Acquasanta, alla porta d’ingresso Est della città, e che, dopo il terremoto del 6 aprile 2009, ospitò anche una tendopoli con centinaia di sfollati.

È stato realizzato con un percorso pieno di ostacoli e polemiche dal 2012 a oggi.

Rossi e blu i seggiolini delle tribune, come i colori sociali, con altri seggiolini bianchi a tracciare la scritta L’Aquila 1927, anno di fondazione.

A scendere in campo contro i calciatori locali, allenati da Massimo Morgia, sarà il Monterosi, squadra della provincia di Viterbo.

E alle 17, dopo la partita, gli ultrà dei Red Blue Eagles hanno organizzato una “festa d’addio” al “Fattori” chiamando tutta la cittadinanza.

L’accelerazione per avere il placet in tempo utile a disputare la prima partita del torneo nel nuovo impianto c’è stata solo questa settimana, con una serie di lavori di rifinitura frenetici coordinati dal club e dagli assessori ai Lavori pubblici e allo Sport, Maurizio Capri ed Emanuela Iorio, e l’ordinanza decisiva firmata giovedì sera dal sindaco, Massimo Cialente.

A causa del gran numero di permessi ancora provvisori su cui si è forzato la mano per giocare subito, la capienza sarà limitata a 1.500 posti rispetto ai 7.600 previsti a pieno regime per l’impianto.

Alle ore 13 di oggi erano già 800 i tagliandi staccati e si va verso il sold-out.

Un impianto brullo e abbandonato ad Acquasanta esisteva da circa trent’anni, destinato a essere il nuovo stadio dell’Aquila Rugby.

L’idea di completarlo e utilizzarlo per il calcio è stata lanciata nel 2010 dall’amministrazione comunale su input del vice sindaco del tempo, Giampaolo Arduini.

Con il tempo è passata l’idea dello “stadio senza barriere”, approvata dalla Lega Pro, dove militava L’Aquila prima di retrocedere la scorsa stagione, grazie anche ad alcune modifiche al progetto.

Su tutte le 107 telecamere che riprendono ogni angolo dello stadio e la tribuna in prefabbricato invece che tubi e giunti.

La prima parte dei lavori, per 3,2 milioni, è stata svolta da un’associazione di imprese capeggiata dall’aquilana Circi Costruzioni.

La Spel di Altamura (Bari) si è aggiudicata il secondo lotto per 2,05 milioni, realizzando il campo in erba sintetica, le torri faro, le uscite e vie di ingresso e deflusso degli spettatori e le recinzioni.
L’impianto, coprendo il manto sintetico, potrà ospitare anche concerti e manifestazioni musicali e l’idea è quella di renderlo fruibile 7 giorni su 7 a tifosi e cittadini aquilani.

“Abbiamo passato una giornata allo stadio per sistemare le ultime cose prima di renderlo fruibile a tutti, sono stati sistemati gli spogliatoi ed entro oggi sistemeremo i tabelloni pubblicitari e una sala stampa provvisoria”, spiega il direttore generale rossoblù, Fabio Aureli.

“Domani si fa la storia, finalmente si apre al pubblico in una gara ufficiale questo impianto che ci riempie di orgoglio – prosegue – Siamo consapevoli che è solo un primo passo, in questa stagione ci saranno migliorie continue, spero che la gente apprezzi la possibilità di vedere da pochi metri una partita di calcio”.

Aureli sottolinea anche la svolta necessaria per ragioni di sicurezza rispetto a uno stadio senza barriere, “ci affidiamo molto al buon senso degli aquilani, serve cultura sportiva per garantire la compostezza a prescindere da quello che accade in campo. Ci sono 107 telecamere – ricorda – qualsiasi cosa accada in qualsiasi punto è ripresa e viene subito identificato il responsabile”.

Sulla propria pagina Facebook anche mister Morgia ha esultato per l’apertura.

“La mia prima con L’Aquila e la prima dell’Aquila nel nuovo stadio che aspettava da 30 anni, non uno stadio normale, ma una piccola bomboniera e soprattutto senza barriere – scrive il tecnico – Mi sento addosso una grande responsabilità ma, al tempo stesso, un grande onore: stadio senza barriere significa soprattutto comunione e condivisione fra chi le partite le fa e chi le vede, significa rispetto e civiltà”.

Secondo Morgia, “i primi a dare esempi positivi dovremo essere proprio noi che andremo in campo. I risultati hanno spesso fatto gli ambienti ed è una logica che nel calcio non mi è mai piaciuta – prosegue – all’Aquila abbiamo, con il nuovo stadio, questa grande opportunità. È l’ambiente tutto che genera risultati”.