L’AQUILA – L’Abruzzo è tra le regioni che registrano un peggioramento in materia di liste d’attesa: questa la fotografia del Bollettino sulle liste d’attesa realizzato dall’Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. Un’analisi subito smentita dal direttore dell’Agenzia Sanitaria Regionale, Maurizio Brucchi: “L’Abruzzo non frena affatto la corsa sulla riduzione delle liste di attesa, anzi: nelle prenotazioni garantite in classe U (urgente) e B (breve), le percentuali centrate dalla nostra Regione sono ben al di sopra della media nazionale. E sono dati che emergono proprio dall’ultimo report di Agenas”.
Secondo Agenas, la regione, tra il primo semestre 2025 e il primo semestre 2026, in controtendenza rispetto al dato nazionale, peggiora sia per quanto riguarda le prime visite, che passano dal 76,1% al 73,5%, con una variazione di -2,6 punti percentuali, sia per quanto riguarda gli esami diagnostici, dal 76,1% al 65,3%, con una flessione di 10,8 punti, la più alta in Italia.
Analizzando le singole priorità, sulle prime visite migliorano le prestazioni in classe U (urgente), che passano dal 77,8% del 2025 all’87,1% del 2026, e quelle in classe B (breve), che crescono dal 72,6% al 74,5%, mentre peggiorano le classi D (differito), dal 68,7 al 64,7%, e P (programmata), dal 91 all’83,7%. Per quanto riguarda gli esami diagnostici, migliorano le prestazioni in classe U (dal 68,5% all’83%), mentre peggiorano quelle nelle classi B (dal 70,5% al 62,8%), D (dal 75,8% al 63,4%) e P (dall’80,4% al 68,6%).
Sottolinea però Brucchi: “Nel primo semestre 2026 la percentuale delle prestazioni garantite in classe U è pari all’87.1 per cento, a fronte del 77.8 dello stesso periodo del 2025. Un balzo in avanti di ben 10 punti e di ben 6 punti rispetto alla media nazionale, che è dell’81 per cento. Lo stesso vale per le prenotazioni brevi a 10 giorni, dove la percentuale 2026 è al 74.5 per cento, contro il 72.6 del 2025”.
“Per quanto riguarda gli esami diagnostici in classe di priorità U, a tre giorni, l’Abruzzo cresce addirittura di ben 15 punti percentuali passando dal 68.5 del primo semestre 2025 all’83 per cento del 2026. In Italia la percentuale di esami diagnostici garantiti in classe urgente è pari al 76 per cento, 6 punti al di sotto della percentuale della Regione Abruzzo”, aggiunge.
“C’è un altro dato significativo che Agenas mette in rilievo – prosegue – ed è l’aumento delle prenotazioni delle prime visite. Nel primo semestre 2026, in Abruzzo sono state prenotate 247mila prime visite, contro le 203mila dello stesso periodo 2025, con un incremento di ben 44mila prestazioni. Questo significa che l’Abruzzo ha aumentato la produzione sanitaria e nel momento in cui si stanno ridisegnando le agende in funzione del prossimo piano nazionale di governo delle liste d’attesa (Pngla), ha scelto di concentrare i propri sforzi (come rilevato anche da Agenas) sulle classi di priorità U e B, che possono risultare maggiormente funzionali ai bisogni di salute del cittadino”.
Sempre dai dati Agenas del primo semestre dell’anno, emerge che in Abruzzo il numero di prime visite per mille abitanti è pari a 199.9, a fronte di una media nazionale di 171.1 (quasi 30 punti in più). Per gli esami diagnostici, invece, il valore è pari a 193.5, contro una media nazionale di 139.4.
“L’Abruzzo – continua Brucchi – produce molte più prestazioni per i propri cittadini rispetto a molte altre regioni italiane. Inoltre è da tenere presente che da noi le agende sono aperte fino al 2030, a fronte di tante regioni italiane che hanno le disponibilità limitate ad un anno. Il nuovo Pngla chiarirà questa diversità di comportamento che ha comunque degli effetti sulle liste di attesa. Parallelamente, insieme alle 4 Asl, si sta lavorando sulle agende di secondo livello, che attualmente sono ricomprese all’interno delle classi di priorità P, quelle dove risultano ancora criticità”.
“Tutti i percorsi diagnostico-terapeutici-assistenziali che l’Agenzia Sanitaria sta revisionando ed aggiornando, devono garantire proprio slot di secondo livello, cioè di prestazioni che vengono prenotate direttamente dal medico specialista e non dal cittadino al Cup. Questo lavoro darà i suoi risultati entro fine anno”, conclude.






