L’AQUILA – “La limitazione nella donazione del sangue prevista dal Contratto Collettivo Specifico, rischia di danneggiare il servizio sanitario nazionale nell’approvvigionamento di sangue e plasma. Contestualmente, tali limitazioni discriminano i lavoratori che compiono un gesto di solidarietà ed utilità sociale”.

È quanto scrive in una nota a firma del coordinatore nazionale Usb lavoro privato Fca Fabio Cocco, inoltrata direttamente al ministro della Salute Giulia Grillo, con richiesta d’intervento a seguito delle limitazioni sulle donazioni di sangue previste nel Contratto Collettivo Specifico.

“Il contratto collettivo specifico – si legge nella nota – è l’unica forma contrattuale presente in Fca, non aderendo questa al Ccnl
metalmeccanico, il Ccsl copre sia il primo che il secondo livello contrattuale. Da anni è prevista la mancata erogazione di circa 6 euro (quota del Pdr variabile) sulla paga giornaliera per qualsiasi motivazione ci si assenti dal lavoro”.

“La donazione sangue rientra tra le assenze per cui è prevista la mancata erogazione della quota giornaliera del premio (Pdr), nonostante Fca abbia la facoltà contrattuale e legale di agire in questo modo, noi lo abbiamo da sempre considerato un atto ingiusto, moralmente discutibile e un disincentivo alla donazione”, chiarisce la nota.

“A titolo sperimentale – continua – abbiamo promosso una raccolte firme, in alcuni stabilimenti Fca, allo scopo di sensibilizzare l’azienda a donare la quota alle associazioni dei donatori volontari di sangue (Avis,Ados, ecc.). Anche in questo caso Fca è rimasta indifferente. Con il recente rinnovo del Ccsl, registriamo una ulteriore limitazione ovvero si è introdotta la regola che per recarsi a donare il sangue il lavoratore è tenuto a dare all’azienda un preavviso di almeno 7 giorni lavorativi (salvo urgenze non ben specificate)”.

“Sappiamo tutti che le donazioni in molti casi sono legate ad appelli con carattere di urgenza che vengono rivolti ai donatori. Laddove si dovrebbe agevolare, al contrario si rende più complicata la donazione del sangue, non solo per l’ulteriore passaggio
burocratico ma anche perché in questo lasso di tempo possono intervenire situazioni personali e di salute, anche semplici stati influenzali che possono vanificare la donazione di sangue”, si legge ancora.

E continua “auspicando un intervento del ministro della Salute Grillo, che ristabilisca il diritto e non la penalizzazione per chi vuole dare il suo contributo al sistema solidale e volontario che garantisce al nostro Paese di rispondere alla richiesta di sangue e plasma che in passato ha portato a situazioni anche drammatiche per molte persone.

“Riteniamo che la donazione debba essere incentivata e sostenuta e non ostacolata poiché questa è una necessità del servizio sanitario nazionale, vogliamo ricordare in chiusura l’articolo 41 della Costituzione Repubblicana che in merito iniziativa economica privata ricorda che questa non si può svolgere in contrasto con l’utilità sociale”, conclude.