L’AQUILA – Una “doccia fredda”, ma comunque non ci saranno scioperi e si andrà a lezione nella nuova sede, anche se “stiamo pagando le conseguenze di innumerevoli mancanze, omissioni e inadempienze da parte di organi istituzionali che non hanno garantito il nostro diritto allo studio in condizioni di totale sicurezza: continueremo a pretendere risposte, vogliamo sicurezza e non ci fermeremo”.

È forte e determinata, nelle parole ad AbruzzoWeb di Andrea Amarii, rappresentante d’istituto del liceo “Cotugno” dell’Aquila, la risposta contraria degli studenti alla notizia, diffusa ieri in un incontro con la stampa, dei doppi turni scolastici nelle strutture dell’Itis “Amedeo D’Aosta” previsti per almeno un mese a seguito dei nuovi riscontri emersi dalle verifiche tecniche sulla costruzione che ospitava i diversi indirizzi del Cotugno da ormai 8 anni.

“È vero, abbiamo detto di esser pronti a tutto, ma chiedevamo una soluzione funzionale oltre che sicura, e invece ci sposteranno in una struttura in muratura con indice di vulnerabilità basso, costringendoci a turni pomeridiani che ostacoleranno attività extrascolastiche come conservatorio o sport a livello agonistico”, prosegue Amarii, raccontando ad AbruzzoWeb quelle che sono state le reazioni degli studenti a questo piano alternativo che segna un forte sconvolgimento nella quotidianità dei ragazzi.

“La nostra campagna di protesta non si ferma qui: continuerà, con altri mezzi certo, ma resteremo vigili sulla questione – aggiunge – non presentarci a lezione sarebbe sicuramente un segnale incisivo e d’impatto, ma sarebbe dannoso per noi; si è dimostrato efficace all’inizio, quando avevamo bisogno di lanciare un input importante e di ricevere segnali di risposta a breve termine, ma ora non sarebbe più sostenibile”.

Un’istanza, comunque, ci sarà: “Chiederemo alla preside più elasticità per quanto riguarda le assenze, visti i disagi che le lezioni pomeridiane creeranno a molti di noi”, annuncia.

Non è da sottovalutare, poi, la questione dei trasporti “soprattutto per gli studenti che arrivano da frazioni lontane dal capoluogo”, specifica Andrea Bernardi, altro rappresentante del “Cotugno”, che aggiunge “per noi ragazzi è stata una vera doccia fredda”.

Nelle scorse settimane si parlava di sedi provvisorie, in particolare i moduli prefabbricati Musp, gli unici con vulnerabilità 1 ovvero sicuri al 100 per cento, per garantire la ripresa delle attività scolastiche, interrotte ormai dallo scorso18 gennaio.

Purtroppo “nessuna tra le strutture proposte avrebbe potuto ospitare tutti i 1.200 studenti della nostra scuola – spiega Bernardi – la situazione sarebbe stata quindi più complicata perché avrebbe significato uno smembramento del corpo studentesco in più sedi dislocate”.

“Ora attendiamo risposte sulle ultime verifiche attuate nei nostri edifici scolastici – rilancia il giovane – quella dei doppi turni all’Itis ci è stata fornita come soluzione momentanea, destinata a cambiare già tra un mese circa, ma dopo tutte le verità emerse sull’effettiva condizione strutturale della nostra scuola come si può pensare di autorizzarne l’uso?”

“Ci aspettiamo un piano B, e continueremo a pretendere risposte concrete”, conclude.