PESCARA – “L’idea di sperimentare la musica sui vegetali nasce dall’aver letto dei poteri della musica sulle vacche del Wisconsin: se poteva ottimizzare le ‘performance’ delle mucche, mi sono chiesto se potesse funzionare anche con i vegetali e soprattutto se le piante non potessero aiutarmi a capire qualcosa in più delle musica: così è stato”.

Dalla musica alla letteratura passando per la botanica, il famoso direttore d’orchestra Giuseppe Vessicchio, meglio noto come Beppe o Peppe, ha presentato alla Feltrinelli di Pescara il saggio pop autobiografico La musica fa crescere i pomodori edito da Rizzoli.

A partire dalle conversazioni con il giornalista Angelo Carotenuto e attraverso le 252 pagine, il musicista racconta dalla scoperta della musica grazie al fratello maggiore fino ai primi concerti e poi il cabaret con i Trettré, l’incontro con Gino Paoli, il primo Sanremo nel 1986 con Zucchero, il “pronti-partenza-via” con Elio e le Storie Tese dieci anni dopo, la partecipazione ad Amici di Maria De Filippi, fino all’hashtag diventato virale nei giorni del Festival 2016 #usciteVessicchio a causa della sua mancata partecipazione alla rassegna.

La musica fa crescere i pomodori e non solo, “coltiviamo con la musica assieme a dei produttori, zucchine, pomodori, melanzane, fragole e molto altro”, aggiunge il maestro.

Con profondità e ironia, lo storico direttore d’orchestra di Sanremo traccia l’evoluzione degli esperimenti e studi di musica green  sul potere terapeutico che può avere sugli organismi viventi, dalle piante agli animali, fino agli esseri umani.