L’AQUILA – “Ho scritto questo libro per raccontare, con molta semplicità, il percorso compiuto dalla mia regione in campo sanitario negli ultimi dieci anni, partendo dal 2006, anno antecedente la firma del Piano di rientro passando attraverso il Commissariamento da parte del Governo, fino ad arrivare ai giorni nostri”.

Così Valentina Santucci, funzionaria dell’assessorato regionale alla Sanità, spiega la genesi del libro La Regione Abruzzo dal piano di rientro alla fine del commissariamento, presentato la scorsa settimana nel corso di un evento a Roma alla presenza del ministro per la Salute Beatrice Lorenzin e personalità nazionali e locali.

“Dal 30 settembre l’Abruzzo non è più commissariato, è la prima Regione italiana a uscire dalla gestione straordinaria della sanità iniziata nel settembre del 2008 – ha spiegato l’autrice – Questo libro vuole provare a descrivere le tecniche attraverso le quali tale processo è stato portato avanti. Non ha la pretesa di trattare l’argomento in maniera esaustiva, ma è pur sempre un inizio”.

Secondo la Santucci, “l’Abruzzo ha potuto contare su una squadra motivata di dipendenti regionali e delle aziende sanitarie, dietro la guida attenta dei ministeri e della Corte dei conti.  Proprio il ‘saper collaborare’ è diventata una delle competenze di maggior valore – ha rimarcato – Il saper collaborare con i tecnici delle aziende sanitarie, dell’advisor, dei ministeri, della Corte dei conti e con tutte le altre categorie, che negli anni e per motivazioni diverse hanno presentato delle problematiche da risolvere”.

“Nelle mie conclusioni, indico tre elementi su sui porre l’attenzione per comprendere il lavoro portato avanti da questa Regione negli ultimi anni – aggiunge ancora – Il primo passo è stato quello di dotarsi di una governance regionale del sistema sanitario, costruita aggiungendo nuove professionalità a quelle già esistenti e instaurando anche un rapporto di collaborazione con l’advisor contabile della Kpmg”.

“Il secondo è stato il risanamento dei conti raggiunto dopo un miglioramento nel monitoraggio dei costi e nell’analisi dei bilanci – elenca la Santucci – Il terzo è stato la ricerca dell’appropriatezza e della qualità che ha portato i tecnici abruzzesi, sia regionali che delle aziende sanitarie, supportati dall’organo commissariale, alla riqualificazione dell’intero sistema sanitario seguendo le indicazioni ministeriali, ma adeguandolo anche ai bisogni del territorio”.

Sempre secondo l’autrice del manuale tecnico, “fondamentale, in questo percorso, è stata anche la ‘capacità di agire’ dei vari politici che si sono susseguiti dal commissariamento a oggi che hanno scelto di osservare le direttive ministeriali anche quando questo ha significato fare scelte impopolari come, per esempio, la chiusura dei piccoli ospedali, delle guardie mediche, dei punti nascita o l’introduzione della compartecipazione”.

“L’analisi dei vari indicatori ha mostrato che è necessario migliorare la ‘sanità percepita’, legata soprattutto alle liste d’attesa, che condiziona il livello di soddisfazione dei pazienti e incrementa la mobilità passiva, e ridurre la percentuale dei pazienti che rinunciano alle prestazioni sanitarie che è un importante indicatore di qualità dell’offerta, perché rivela una domanda di assistenza alla quale il sistema non riesce a dare adeguata risposta”, rimarca ancora.

“Questo libro racconta l’esperienza Abruzzo e prova anche a fare il punto sui piani di rientro insieme a tre professori universitari – spiega poi – Spero che questo lavoro possa essere utile anche alle altre Regioni ancora commissariate, ma soprattutto spero che possa essere l’inizio di una nuova forma di collaborazione tra i tecnici regionali, ministeriali e le università, in modo che ognuno abbia l’opportunità di apportare la propria esperienza e le proprie competenze nella discussione di un argomento tanto importante come quello della sanità”.

“L’Abruzzo ha dimostrato che, come afferma anche il prof. Americo Cicchetti, le cose possono cambiare e motivazione, professionalità e senso civico possono fare la differenza”, conclude.