PESCARA – A Farindola, in provincia di Pescara, nell’hotel Rigopiano sul Gran Sasso travolto ieri da una valanga mentre ospitava almeno 22 persone più il personale, da stamattina sono stati estratti tre corpi..

“Ci sono tanti morti”, ha riferito all’Ansa il capo del Soccorso alpino abruzzese Antonio Crocetta, che da ieri sera si è messo in marcia con gli sci insieme agli altri per raggiungere l’albergo. La slavina si è staccata dalla montagna molto probabilmente a causa delle scosse di terremoto di ieri mattina.

“La valanga è immensa”, confermano i soccorritori.  Il personale dell’albergo e i clienti sarebbero dunque da quasi 24 ore sotto la neve e le macerie. Dentro l’albergo risultano 30 dispersi.

Ci sono anche dei bambini coinvolti. Secondo fonti dei Carabinieri un’altra persona sarebbe stata individuata ma non ancora recuperata. 

INCHIESTA PROCURA PESCARA

La Procura della Repubblica di Pescara ha aperto una indagine per omicidio colposo in relazione alla distruzione dell’hotel Rigopiano di Farindola, travolto ieri da una slavina.

I DISPERSI

Tra i dispersi ci sono Alessandro Riccetti, 33 anni, di Terni, dipendente della struttura alberghiera; una coppia di giovani turisti marchigiani di Castignano, Marco Vagnarelli e Paola Tomassini; una coppia di Castel Frentano (Chieti), Luciano Caporale, 54 anni, e la moglie, Silvana Angelucci, 46 anni.

I SOCCORSI

Corsa contro il tempo all’hotel Rigopiano di Farindola, versante pescarese del Gran Sasso, dove verso le 4,30 della notte dopo quasi 9 ore di viaggio sono arrivati con gli sci 25 uomini del soccorso alpino.

Il resort, travolto ieri da una slavina, è coperto completamente dalla neve e dentro ci dovrebbe essere una ventina di persone più il personale.

I soccorritori alle 6 hanno messo in salvo due persone, Giampiero Parete e Fabio Salzetta, bloccate in macchina lungo la strada, ma ci sarebbero “tanti morti” secondo Antonio Crocetta, uno dei capi del Soccorso alpino abruzzese.

In alcuni punti la neve è alta quattro metri. Dovrebbero arrivare altri soccorritori in elicottero. Ma da quanto è possibile apprendere si dovrà scavare a mano.

Raggiungere l’hotel è stata opera ardua: a circa 6 chilometri dall’obiettivo la strada è risultata piena di alberi crollati e nessun mezzo è stato in grado di procedere, cosicché i soccorritori hanno proseguito sugli sci alpinismo.

Le ambulanze e gli altri veicoli si sono dovuti fermare. Hanno aperto la strada solo i mezzi speciali e la turbina. Arrivati sul posto nessuna voce è stata udita ma le luci dell’hotel erano accese.

Il presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco ha detto: “Sono in salvo due persone, le stesse che avevano mandato il messaggio di aiuto e che avevano trovato riparo dentro una macchina. Ci sono parecchi feriti, ma non si sa ancora quanti sono ancora dispersi o addirittura morti. Certo che la struttura è stata presa in pieno dalla slavina, tanto che si è spostata di dieci metri!”.

Il sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, sempre su Facebook, scrive “la valanga è di grandi dimensioni e ha coinvolto integralmente l’hotel. La zona resta pericolosa per eventuali distacchi”.

UN LUOGO FINO AD OGGI INCANTATO

Situato a 1.200 metri di quota l’hotel Rigopiano – Gran Sasso Resort di Farindola (Pescara) è ispirato all’estetismo di Gabriele d’Annunzio. È un albergo a quattro stelle situato in una posizione naturalistica privilegiata e dotato di molti comfort, tra i quali un centro benessere con piscina all’aperto e al chiuso, disposto a raggiera su una superficie di circa 1.200 metri quadrati con la vista sul mare.

La struttura è utilizzata anche per convegni, congressi, seminari, corsi di formazione e workshop. L’albergo offre anche tre sale polifunzionali – Dannunziana (30 posti), Duse (100 posti) e Il Piacere (150 posti) – munite delle più efficienti attrezzature.

Numerosi gli eventi organizzati dalla direzione dell’albergo nel corso di tutto l’anno, soprattutto per coppie che vogliono evadere dalla quotidianità e godere di relax, grazie anche alla calda ed avvolgente atmosfera del ristorante ‘Il Vate’. 

LE SCOSSE

Intanto, non ha  smesso di tremare la terra, dopo la serie affilata di scosse di magnitudo fino a 5.4 nello spazio di poco tempo che nell’arco della mattinata di ieri hanno sconvolto l’Alto Aterno e gettato nella disperazione la popolazione.

La situazione è particolarmente aggravata dal maltempo e dalla grandissima quantità di neve presente nei centri montani vicini all’epicentro, che costituisce un’ulteriore problema e per questa combinazione è stato chiesto e ottenuto l’intervento dell’Esercito.

La psicosi è ovunque: all’Aquila sono state attivate aree attrezzate e messe a disposizione le scuole provvisorie (Musp) chiuse sempre per la neve dove dormiranno 2 mila persone; a Teramo gente in strada e fuga verso il mare, ma le scosse più forti sono state percepite anche a Pescara e a Chieti.

Quanto al futuro, gli esperti sono molto cauti non essendo il sisma materia prevedibile: ci si aspettano tante altre scosse di assestamento, anche forti, ma in base alle conoscenze attuali non è neanche possibile escludere eventi di potenza maggiore.

In serata, dopo le 20, è arrivata la notizia del primo decesso: il corpo di una persona è stato recuperato dalle macerie di un edificio crollato a Castel Castagna (Teramo). Lo ha confermato la prefettura alla Protezione civile.

Si cerca ancora il 65enne disperso ad Ortolano, frazione di Campotosto (L’Aquila).