L’AQUILA – “Il premier Enrico Letta mi ha chiesto, attraverso il sottosegretario abruzzese Giovanni Legnini, un promemoria sulle criticità della ricostruzione, mentre il ministro per la Coesione territoriale Carlo Trigilia mi ha confermato che la delega resta in capo al suo dicastero e ha promesso lo sblocco di 250 milioni in 24 ore”.
Il giorno dopo la grande protesta, la fascia tricolore spedita al Quirinale e i tricolori rimossi dagli uffici, così Massimo Cialente racconta ad AbruzzoWeb i primi effetti concreti sortiti dal suo sfogo disperato e furioso.
L’INCONTRO CON IL PREFETTO
Il primo cittadino è reduce da un incontro avuto in mattinata con il prefetto del capoluogo, Francesco Alecci, che ieri ha apostrofanto assieme al questore Giovanni Pinto.
“Com’è andata? Niente di che, una chiacchierata, non è che il prefetto mi potesse portare notizie – afferma – Ha rimarcato alcune cose, la sua contrarietà alla rimozione delle bandiere, io gli ho spiegato quali sono motivazioni su cui credo di avere ragione. Diciamo che siamo cordialmente rimasti sulle nostre posizioni”.
LA TELEFONATA CON DEL RIO
Cialente ha poi ricevuto la telefonata di Graziano Del Rio, ministro per gli Affari regionali del nuovo governo.
“Stanno lavorando per il miliardo di euro aggiuntivo da inserire nel maxi decreto con il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni – spiega il sindaco – Si sta istruendo il testo e studiando la norma”.
Più lunghi i tempi, forse un mese.
LA DOPPIA TELEFONATA CON TRIGILIA
Altre le novità leggermente più succose, anche se di fatti concreti ancora ce ne sono. “Mi ha chiamato Trigilia, che a quanto pare ha la delega, mi ha chiesto 24 ore per far arrivare i 250 milioni per L’Aquila – svela Max – Inoltre sembra, ma è da vedere, che possano accelerare lo sblocco dei 500 milioni evitando di farli passare per la Corte dei conti”.
Poi, secondo quanto spiegato sempre da Cialente, il ministro ha precisato che “entro martedì dovrebbe arrivare il mandato di pagamento e questi soldi riusciranno a sbloccare cantieri per 500 milioni – promette il primo cittadino – Infatti il meccanismo attuale prevede che si anticipi il 43% per le imprese e il 2% per i tecnici”.
Dopo i contatti di oggi con questi vari componenti del governo, il sindaco dice di essere “più sereno: se arrivano questi soldi, i 500 milioni e il miliardo aggiuntivo, la città sarà salva”.
IL CARTEGGIO PER LETTA
Ancora, “Il sottosegretario Legnini mi ha chiesto un promemoria per Letta. Voglio spiegargli che con quattro-cinque norme, e quasi tutte sono deroghe e proroghe, senza impegni di spesa, con i 500 milioni e con il miliardo del decreto noi saremmo a posto”.
Quanto alla solidarietà del suo nemicoamico Gianni Chiodi, “lo ringrazio perché dice che non mi lascia solo ma non è un fallimento, come dice, la ricostruzione affidata ai Comuni. La differenza è che a settembre abbiamo rinviato mezzo miliardo perché con lui non si era riusciti a spenderlo, invece adesso abbiamo necessità perché siamo in condizioni di ricevere e di spendere”.
A NUSCA: “IO SOLISTA? LUI ATTENDISTA”
“I 500 milioni del Cipe e il miliardo supplementare per la ricostruzione sono del ‘cratere’, non solo per L’Aquila”.
Così Max replica al coordinatore dei sindaci delle aree omogenee Emilio Nusca che, dopo le sue proteste di ieri, lo ad AbruzzoWeb aveva accusato di “fare il solista”.
“Non sono un solista, forse lui è troppo attendista”,
“L’AQUILA E’ UNA POLVERIERA”
Cialente sottolinea anche oggi “il clima pesante che c’è in città. Mia moglie e i miei figli non ce la fanno più – svela – sono i primi che mi pressano e loro sanno quello che stiamo facendo. Figuriamoci chi non lo sa! Oppure chi non ha casa, né reddito”.
“L’Aquila oggi è una polveriera, anche il prefetto lo ha capito nel nostro ultimo colloquio”, assicura.
IL QUIRINALE TACE
Dal Quirinale, infine, “tutto tace. Forse il presidente… Boh, non so”, le sibilline parole del primo cittadino. Che non arretra rispetto alle minacce di ieri: “L’ho detto anche al prefetto, se non cambia qualcosa dal 21 maggio se la vedranno loro e io mi tiro indietro”.
DI STEFANO: ”IN ARRIVO 225 MILIONI”
“Dal dipartimento della Coesione territoriale mi assicurano che per l’inizio della prossima settimana sarà trasferita al Comune dell’Aquila la prima tranche di 255 milioni di euro alla quale seguirà, verosimilmente entro un mese, la seconda tranche da 300 milioni”.
Lo dichiara l’assessore comunale aquilano alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, sui tanto attesi fondi della delibera Cipe numero 135/2012.
“Ma è stato necessario ricordare all’Italia – continua Di Stefano – come hanno bene argomentato gli storici dell’arte all’indomani della loro visita in città, che il centro monumentale dell’Aquila appartiene alla nazione e la sua ricostruzione non è e non deve essere, un problema locale”.
Per Di Stefano “sono necessarie tutte le energie e dunque ben vengano anche quelle, seppur tardive, del presidente della Regione, ex commissario alla ricostruzione, Gianni Chiodi e del presidente della Provincia, Antonio Del Corvo. È vincente la decisione presa di affidare ai Comuni la ricostruzione dei propri centri – ribadisce l’assessore – poiché le strategie e le procedure adottate sono chiare”.
“Quello che serve sono solo finanziamenti certi e costanti nel tempo che possono essere erogati esclusivamente, non mi stancherò mai di ripeterlo, con il ripristino della Cassa depositi e prestiti, modalità che, peraltro, la gestione Chiodi non seppe assicurare. Questa è la posizione del Comune dell’Aquila e dei Comuni del cratere sismico. Una posizione compatta, trasversale, chiara che il Governo non può ignorare”, conclude.
PEZZOPANE (PD): ”PRESTO VERIFICA DEL GOVERNO SULL’AQUILA”
“Abbiamo avuto certezza che la vicenda aquilana e dei comuni del ‘cratere’ sarà presto discussa con il presidente del Consiglio Enrico Letta“.
Lo afferma la senatrice aquilana del Partito democratico, Stefania Pezzopane.
“Già in occasione della discussione sulla fiducia nell’aula del Senato – ricorda – il Pd ha voluto esplicitamente che la questione della ricostruzione post sisma trovasse spazio nel dibattito e insieme al sottosegretario Giovanni Legnini, abbiamo immediatamente contattato il presidente Letta, a cui verrà consegnato, proprio in queste ore, una dettagliata sintesi dell’emergenza che si è venuta a creare”.
“La nostra proposta per superare l’emergenza prevede – spiega Pezzopane – due azioni concrete: la prima, sulla quale siamo già attivi, riguarda la Corte dei Conti e il Mef perché eroghino le somme a loro disposizione: si stanno, infatti, finalmente sbloccando una parte delle risorse attese dai comuni del cratere e in particolare dal comune dell’Aquila, anche se siamo consapevoli che non basteranno”.
“La seconda – ha aggiunto la senatrice – riguarda direttamente il governo e il parlamento, e anche su questo stiamo predisponendo una proposta di legge per reperire un miliardo l’anno con il meccanismo Cassa depositi e Prestiti”.
“Su queste due questioni – ha concluso la Pezzopane – chiediamo al Presidente del Consiglio Letta e all’intero governo una verifica veloce per dare più certezze e speranze ai cittadini del cratere” conclude Pezzopane.



