L’AQUILA – L’apertura dell’anno giudiziario della Corte d’appello dell’Aquila è iniziata con il silenzio di ordinanza suonato da un carabiniere per rispetto e per commemorare le vittime delle ultime sciagure che hanno colpito la regione, quella dell’hotel di Rigopiano e quella delle sei persone decedute martedì scorso a bordo dell’elicottero del 118 schiantatosi a Campo Felice durante un’operazione di soccorso in montagna.
“Un segno di sostegno alla magistratura e all’avvocatura di questo distretto, di cordoglio e partecipazione al gravissimo dolore dei familiari delle vittime, di sostegno alle istituzioni in questo momento così drammatico ed eccezionale per questa terra che è anche la mia terra”. Così il vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, Giovanni Legnini, ha spiegato la sua presenza a margine della cerimonia.
Oltre a Legnini, al primo presidente della Corte di Cassazione Giovanni Canzio, già a capo della Corte d’appello del capoluogo tra il 2009 e il 2011, sono presenti anche il sottosegretario alla Giustizia, la senatrice Federica Chiavaroli, e Stefano Schirò, già presidente della Corte d’appello dell’Aquila, “tutti legati a questa terra”, ha detto la presidente della Corte d’appello Fabrizia Francabandera, “da vincoli di affetto consolidati; vi ringrazio di cuore perché, nonostante la tensione altissima di questi giorni, avete voluto essere presenti al nostro incontro, come forma tangibile di solidarietà per il distretto e la regione; la vostra presenza alla cerimonia di inaugurazione, dunque, ci onora e ci conforta nei giorni tristi che oggi viviamo. A distanza di quasi otto anni da quel tragico 6 aprile che ha segnato il prima e il dopo di questa città bella e dolente – ha aggiunto la presidente – e proprio mentre il territorio sta finalmente recuperando il suo splendido patrimonio storico-artistico, i suoi palazzi, le sue chiese, le sue piazze, ci troviamo oggi in una situazione di ansia, incertezza, fragilità e attesa. Già il sisma dell’agosto scorso, che ha colpito duramente zone vicine, con le repliche di ottobre, aveva rinnovato il dolore, la paura, il disagio; e infine gli avvenimenti di questi ultimi giorni che nella loro tragica sequenza, sembrano non lasciare tregua a popolazioni già così duramente provate”.
“Sono certa di esprimere i sentimenti di tutti dicendo che una profonda solidarietà umana si unisce oggi ai sopravvissuti dell’hotel Rigopiano, ai bambini tornati alla luce, come una seconda nascita, sotto gli occhi dell’Italia intera, ai congiunti di coloro che non e’ stato possibile salvare”, ha aggiunto Francabandera.
“Sono le madri, i padri, i figli, le compagne e i compagni che, in un clima di angoscia collettiva che ha pochi precedenti, hanno dovuto prendere atto giorno dopo giorno della perdita terribile di cui devono farsi carico; e la medesima solidarietà ci unisce ai congiunti delle sei persone morte nell’incidente di Campo Felice di martedì scorso. Sospeso necessariamente il giudizio, per rispetto delle indagini in corso, su quello che è accaduto prima e subito dopo la valanga che ha spazzato via vite e progetti, il più caloroso ringraziamento di tutti noi deve oggi andare ai grandi professionisti del soccorso e dell’emergenza, alcuni dei quali hanno perso la vita nel soccorso a uno sciatore, di cui l’Italia è orgogliosa”.
“Uomini – ha rilevato Francabandera – che, ancora una volta, a prezzo di rischi e sacrifici personali che sono la cifra del coraggio e della loro competenza che la loro professione richiede, hanno dimostrato con il cuore e la fatica che lo Stato (lo Stato che ho sentito troppe volte dileggiare nei giorni scorsi) esiste invece ed è capace di fare il suo dovere, come ha autorevolmente ricordato il nostro presidente della Repubblica, che ringrazio per la sua alta partecipazione al dolore di questa regione”.
“Sono all’Aquila per esprimere fraterna solidarietà, vicinanza, amicizia e affetto nei confronti di questo territorio e questa popolazione”, ha detto Canzio, a margine della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario in corso all’aula magna “Antonio Villani” del palazzo di giustizia del capoluogo abruzzese.
FRANCABANDERA, “ACCORPAMENTO TRIBUNALI HA CONGELATO ORGANICI”
“Il previsto accorpamento dei quattro tribunali sub-provinciali, stabilito sin dal 2013 ma oggetto di proroga sino alla fine del 2018, ha di fatto congelato le piante organiche, già considerate accorpate a livello ministeriale, sì che si è arrivati al paradosso di mantenere in piedi, pretendendone il regolare funzionamento, uffici giudiziari che non risultano più inseriti tra i destinatari di risorse umane e materiali, con il risultato di impoverire ulteriormente tutti gli uffici, senza alcuna immediata prospettiva di miglioramento”.
A lanciare l’allarme, nel corso della relazione sull’ amministrazione della giustizia letta alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario, è stata la presidente della Corte d’Appello dell’Aquila, Fabrizia Francabandera. Come ha ricordato, sul tema dell’accorpamento “sono state sollevate, come è ovvio e forse giusto, molte perplessità, se non convinte contestazioni, in ordine alla opportunità di sopprimere ben quattro sedi giudiziarie, alcune di antica istituzione, tanto più che queste hanno offerto al territo-rio un servizio di certo positivo”.
In ogni caso, “per l’innovazione tecnologica, per la ormai necessaria specializzazione richiesta ai giudici, è giunto il momento di tenere adeguatamente conto del fatto che la dimensione minima di un ufficio giudiziario efficiente è certamente maggiore di quella dei nostri quattro tribunali sub-provinciali”.
In conclusione, sempre secondo la presidente Francabandera, “la scelta di proseguire o interrompere questo progetto riformato-re ormai divenuto legge è, e non può che essere, squisitamente politica, perché solo chi ha il mandato popolare può soppesare le diverse e spesso contrastanti esigenze, valutando se privilegiare il dato dell’efficienza degli uffici o quello della presenza capillare sul territorio, individuando tra queste il miglior livello possibi-le di sintesi e rispondendo alla cittadinanza della bontà delle sue scelte”.
CAMERE PENALI, “POPULISMO DA PROCESSI MEDIATICI”
”Senso della vicinanza sincera e profonda alle popolazioni, ancora una volta, colpite drammaticamente da catastrofi così tremende”.
Le Camere penali italiane e il presidente Beniamino Migliucci spiegano che ”trattare dei temi della Giustizia in momenti di acuto dolore può apparire non appropriato e persino fuori dal reale vissuto di chi soffre”, ma ”la Giustizia non riguarda magistrati, avvocati e politici, ma le persone che si rivolgono ad essa. Ed è per questo che il dibattito ed il confronto possono essere anche vivaci ma fondati sul rispetto reciproco e su basi culturali che rendano plausibili e affidabili le scelte di politica giudiziaria”.
”Il Primo Presidente della Corte di Cassazione nel suo intervento all’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario ha rilevato i danni del processo mediatico che rafforza una deriva populista sempre più presente nel nostro Paese – dice Migliucci – Lo stesso rischio è stato avvertito dal Ministro Orlando nella sua selezione al Parlamento. Le sentenze di assoluzione e le condanne miti vengono mal tollerate e sempre di più i magistrati che assolvono devono persino giustificarsi. Viene dato spropositato valore ai risultati delle indagini, la centralità del dibattimento viene a perdere d’importanza e la presunzione di innocenza diventa un principio costituzionale fuori moda. L’unico antidoto contro il vento giustizialista che spira nel nostro Paese è costituito dalla difesa dei principi Costituzionali e dal rafforzamento del giusto processo, quello previsto dall’art.111 della Costituzione che impone la formazione della prova nel contraddittorio, con la parità tra le parti, dinnanzi ad un giudice terzo”.





