PESCARA – “Ha fatto bene la Corte dei conti a produrre questa rieducazione di comportamento istituzionale. C’è una tradizione di compulsività legislativa che va superata”.

Commenta così il presidente della Regione Luciano D’Alfonso la delibera della Sezione regionale di Controllo della Corte dei Conti, in cui si scrive con toni molto critici che buona parte delle 22 leggi approvate dal Consiglio regionale abruzzese nel 2015, che prevedono oneri di spesa, “evidenziano molteplici irregolarità, con coperture integralmente trascurate, o ottenute attraverso aumenti apodittici delle entrate, privi di elementi giustificativi, o con quantificazione degli oneri non resa nota nelle relazioni tecniche”.

Tra queste leggi spiccano il rifinanziamento della Saga e dell’aeroporto d’Abruzzo, che potrebbero configurare per la Corte anche un illegittimo aiuto di Stato, il salvataggio di Abruzzo Engineering, i due milioni di euro di finanziamenti a pioggia alle varie istituzioni culturali e manifestazioni,e ancora la contestata legge che ha acceso il mutuo da 100 milioni di euro e la legge di riordino delle Province.

Se già l’opposizione del Movimento 5 stelle promette battaglia in aula, leggendo la relazione della Corte di Conti come la prova di una “gravissima presa in giro per tutti gli abruzzesi”, D’Alfonso e assieme a lui il vicepresidente di Giunta Giovanni Lolli da una parte gettano acqua sul fuoco, dall’altra promettono azioni volte a migliorare la qualità della produzione legislativa, non mancando però di evidenziare che i problemi di copertura riguardano le leggi approvate dal consiglio regionale, non quelle della Giunta.

Prende posizione anche Maurizio Di Nicola del Centro democratico, parlando come parte in causa, ovvero come esponente del consiglio e per di più presidente della prima commissione Bilancio, che annuncia modifiche legislative sulle regole di funzionamento del Consiglio, che introdurranno anche migliorie dell’iter legislativo e anche sul fronte della certezza delle copertura, invocate sia dalla Corte dei conti sia da D’Alfonso.  Rivendicando però anche le ragioni della politica, costretta spesso ad andare oltre ai paletti formali posti dalla Corte dei Conti. Ovvero: le coperture in tempi di vacche magre sono spesso presunte, non sicure al centesimo, ma certe leggi vanno approvate comunque.

ll presidente D’Alfonso, ricorda anche che la sua maggioranza si è trovata ad ereditare dal governo del centrodestra un buco da oltre 500 milioni di euro, che ha reso tutto più difficile. E non manca di tessere lodi alla Corte dei conti, nonostante questa abbia più volte bocciato l’operato della sua maggioranza, non solo per le incerte coperture delle leggi, ma anche per i mancati rendiconti, ovvero l’accertamento fermo al 2013 dei debiti e dei crediti.

La Corte dei conti nella relazione suggerisce poi migliorie negli iter di approvazione delle leggi, con regole che impongano ai promotori dei testi legislativi a metterci più impegno nell’indicare coperture certe e chiare, e suggerisce anche di limitare l’approvazione di emendamenti dell’ultimo minuto approvati in consiglio senza il dovuto approfondimento del loro impatto sul bilancio. D’Alfonso non può dirsi che d’accordo.

“Sono contento delle straordinarie competenze della Corte dei conti – spiega ad Abruzzoweb D’Alfonso – mi impegno per fare in modo che il consiglio regionale, nella sua autonomia, tenga conto dei rilievi della Corte. Ovvero la copertura deve essere certa e non fittizia, su questo punto dobbiamo fare un certo lavoro, migliorando aspetti organizzativi, e su questo mi voglio confrontare con tutte le parti politiche presenti in consiglio”.

La deliberazione della Corte dei conti, va poi sottolineato, non produrrà sostanziali effetti, e va presa come spiega Di Nicola come un “monito”, un invito ad una maggiore correttezza contabile.

Del resto le leggi approvate nel 2015 oggetto della relazione della Corte sono state già passate al vaglio del governo centrale che non ha rilevato profili di incostituzionalità. C’è solo la remota ipotesi che un possibile beneficiario delle leggi approvate, ad esempio una delle associazioni e istituzioni culturali che si sono viste riconoscere un contributo, in caso di mancata erogazione, potrebbe rivolgersi alla Procura e in quel caso il giudice potrebbe “a latere” anche eccepire profili di incostituzionalità del provvedimento stesso, tirando in causa i Giudici delle leggi.

“A breve arriverà in commissione un progetto di legge i modifica regolamentare che va esattamente in questa direzione, su cui sta lavorando un gruppo di studio” assicura Di Nicola, che però tiene a sottolineare che non è stata approvata nessuna “legge azzardata”, e che la coperture sono state comunque individuate in base a criteri oggettivi, ad esempio sull’andamento storico di determinate entrate tributarie. “Alcune leggi – spiega andavano comunque approvate, servivano a finanziare l’assistenza sociale, a garantire servizi essenziali e posti di lavoro, a erogare fondi alle istituzioni culturali, per evitare che perdessero i fondi statali. La politica anche in momenti di rigidità di bilancio ha l’obbligo di agire, di dare risposte, anche venendo meno alla perfezione formale giustamente richiamata dalla Corte dei conti”. Per finanziarle, se dovessero sorgere problemi c’è in fondo sempre la possibilità di operare assestamenti e variazioni di bilancio.

Infine il vicepresidente Lolli si affretta a sottolineare che i rilievi della Corte dei Conti riguardano solo le leggi approvate dal Consiglio regionale, non quelle della Giunta  dove assicura Lolli, “si è avuta la massima cura nell’individuare copertura certe”.

Alla domanda: “Cosa rispondete ai cittadini che ora giustamente si chiedono che fine faranno queste leggi con dubbia copertura?”, il vicepresidente Lolli sbotta: “Ai cittadini dobbiamo raccontare la verità, ovvero che le tutte le Regioni, nessuna esclusa, hanno enormi problemi di rigidità di bilancio la verità e che bilanci stanno a zero le uniche risorse davvero disponibili sono quelle che arrivano dall’Europa sono i fondi comunitari che però per essere utilizzati occorre rispettare precisi criteri oggettivi ed è inutile tirare per la giacchetta questo o quel politico”.

L’ultima sottolineatura sembra suonare come un’implicita critica a leggi espressione del Consiglio che prevedono come consolidata tradizione non più sostenibile, fondi a pioggia, a beneficio di territori che “casualmente” coincidono con i collegi elettorali dei singoli consiglieri, e che forse era meglio evitarsi, in assenza di certezze contabili. Tra questi leggi le opposizioni annoverano polemicamente però anche la legge 20 del 2015 con cui la Giunta regionale è stata autorizzata all’acquisizione di quote di capitale sociale di Abruzzo engineering, fino al raggiungimento di una quota pari al 90 per cento, con una spesa di 6 milioni di euro, al fine di renderla in house e, come tale, destinataria di affidamenti diretti di servizi e prestazioni.

Una delle leggi contestate dalle Sezione regionale di controllo e che ha avuto proprio in Lolli uno dei più fieri sostenitori, assieme a tutta la politica regionale e comunale dell’Aquila, città dove si concentrano in buona parte i dipendenti della società in house.