L’AQUILA – “Pizzini”, “marchette” e “mercato delle vacche”, per il Movimento 5 stelle e Sinistra italiana. “Doverosi e necessari fondi a chi tra mille difficoltà porta avanti meritevoli eventi e manifestazioni culturali, che sono la ricchezza dei territori”, per la maggioranza di centrosinistra, e anche con qualche distinguo per l’opposizione di centrodestra.
Così è se vi pare, per citare Luigi Pirandello, la maxi variazione di bilancio, con quasi 2,5 milioni ad istituzioni, associazioni e manifestazioni culturali, approvata mercoledi sera in Consiglio regionale dopo una maratona in aula durata due giorni, ricca di colpi di teatro, e segnata da un feroce scontro tra posizioni inconciliabili tra chi rivendica il primato della politica, e considera necessario il ruolo dei consiglieri nel farsi promotori delle istanze dei rispettivi territori, il motivo per cui sono stati votati, e chi come i grillini che vedono come il demonio le ingerenze dei loro colleghi in questa partita.
Al provvedimento ha votato a favore la maggioranza di centrosinistra, contro il Movimento cinque stelle e Sinistra italiana, che hanno fatto ostruzionismo per ore, e il centrodestra. Va detto però che il centrodestra ha votato a favore di numerosi articoli ed emendamenti, con le varie poste di bilancio per eventi e associazioni culturali, proposti sia da centrodestra e centrosinistra.
Le polemiche però proseguono a distanza anche dopo che i giochi sono stati fatti, come confermano ad Abruzzoweb da una parte Domenico Pettinari del Movimento 5 stelle, dall’altra Camillo D’Alessandro del Pd, coordinatore della maggioranza, e Maurizio di Nicola del Centro democratico.
Se i grillini insistono sulla necessità di bandi di evidenza pubblica e su rigorosi criteri di selezione, sul “vinca il migliore”, senza ingerenze dei politici che decidono, e la cultura che è costretta a legarsi al politico di turno. “Una discrezionalità – ha fatto notare il consigliere grillino Gianluca Ranieri – che fa si che a questo giro è andata bene a qualcuno, lasciando fuori dal calderone degli “scelti per la cultura” tante realtà sicuramente valide e con la stessa storia alle spalle. Domani probabilmente andrà bene ad altri, lasciando senza fondi le scelte di oggi. Questo è un sistema che perdura da anni e che necessita di uno stop radicale”.
Dalla parte opposta si fa notare che non è vero che i fondi, come dicono i grillini, sono stati erogati a discrezione, e senza rendicontazioni, e che comunque non è affatto facile stabilire criteri oggettivi in materia culturale, e dunque la cosa più equa e realistica è quella di distribuire a tutti i territori i fondi per le loro manifestazioni e animatori culturali, con consiglio regionale che si fa carico delle scelte. Se si applicasse alla lettera il criterio della “selezione darwiniana”, e di un approccio tecnico, come vogliono i grillini, a fare man bassa sarebbero gli eventi dei grandi centri, e salterebbero invece tanti piccoli eventi nelle aree interne, che mai e poi mai potrebbero sostenersi con sponsor privati o il botteghino, e che però hanno per le comunità locali la loro importanza.
Con la legge Omnibus, da oltre 4 milioni di euro, sono stati innanzitutto finanziati complessivamente, con oltre 2,7 milioni di euro, i Centri di Ricerca regionali in liquidazione Crab e Cotir, dove i lavoratori sono senza stipendio anche da due anni, un Fondo unico per risarcire i Comuni che hanno dovuto anticipare soldi propri per far fronte ai danni e all’emergenza causati dalle alluvioni, e anche Protezione civile per gli interventi anti-incendio, il Genio Civile, Telespazio, il Centro di ricerche economiche regionale (Cresa) e altro ancora.
A far discutere è stata però la parte della Omnibis, da quasi 2,5 milioni di euro, che ha distribuito risorse a decine tra istituzioni, associazioni eventi, grandi e consolidati, come ad esempio la Perdonanza Celestiniana dell’Aquila, Il Mastrogiurato di Lanciano, il Teatro Marrucino di Chieti, la Giostra cavalleresca di Sulmona. Ma anche un gran numeri di eventi più piccoli, premiati anche con piccole poste da 5 mila euro, come si può apprezzare nell’elenco completo pubblicato qui si seguito, che potrebbe però non essere quello definitivo, visto che gli uffici sono ancora al lavoro per il “collettamento” dei tanti emendamenti in unico testo.
In questa ultima lista, rispetto a quella di partenza, licenziata martedi in commissione, ci sono però alcune sorprese, arrivate con le modifiche dell’ultim’ora in aula, sia per quanto riguarda i beneficiari, sia per quanto riguarda gli importi, limati qui e là.
Sparisce ad esempio il finanziamento alla kermesse giornalistica Controsenso di Avezzano, che ha provocato le ire funeste del consigliere Leandro Bracco, perché fa parte dell’associazione beneficiaria la figlia del consigliere di Regione Facile Lorenzo Berardinetti. Non compare più il Festiva Buskers di Pineto, in compenso arrivano fondi, per quanto riguarda la cultura, ad associazioni ed eventi inizialmente non in lista, come Scerne Progetto 2000, Premio Pratola, la Banda Leoncini d’Abruzzo di Pescina, Romantica 2016 di Bugnara, un Mosaico per Tornareccio.
Vengono rifinanziate anche le due leggi di settore regionali, la 55 del 2013, e la 46 del 2014. Con la prima, che avrà la dotazione di 211 mila euro, si potranno emanare bandi per un’ampia tipologia di eventi, dai convegni, congressi, seminari, a spettacoli, rassegne, premi e mostre.
La legge 46, rifinanziata per 330 mila euro, sarà destinata integralmente a finanziare le risorse a sostegno delle istituzioni beneficiarie del Fondo unico dello spettacolo, come ad esempio l’Istituzione sinfonica abruzzese, il Braga di Teramo, i Solisti aquilani, la Barattelli, solo per fare qualche esempio di big della cultura abruzzese, riconosciuti dal Ministero, e che percepiscono anche fondi statali.
Nessuno in aula ha affrontato il tema dei lavoratori della cultura, che spesso devono prestare servizio per pochi spiccioli, spesso in nero, in eventi in cui hanno beneficio economico solo gli organizzatori, e i vertici.
Pettinari, è arrivato, nel suo ennesimo intervento ostruzionistico, ha proposto di inserire nell’elenco dei beneficiari anche gli eventi, evidentemente inventati, “Mangi tu che mangio anch’io”, “Giochiamo a nascondono e restiamo con il cerino”, “Giro giro tondo siamo senza fondo”.
“Mi sono stati segnalati da un pizzino arrivato dai territorio, voglio partecipare anche io al mercato, e propongo dunque di sospendere la seduta e di inserirli in un sub emendamento, con 20 mila euro a ciascun evento, a occhio e croce”, ha aggiunto sarcastico. Provocando furiose reazioni dai banchi della maggioranza.
A bocce ferme Pettinari, interpellato da Abruzzoweb, cambia leggermente i toni, ma nella sostanza non retrocede di un millimetro.
“Quello che è accaduto è vergognoso – ribadisce il grillino – hanno stroncato il dibattito in consiglio e in commissione, eppure avevamo molti emendamenti migliorativi, violando il regolamento. Poi abbiamo assistito ad un mercato delle vacche, perché di questo che si è trattato, con i consiglieri che hanno fatto a gara a inserire nell’elenco questa e quell’evento che spuntava all’improvviso. Un modo di fare scellerato”.
E ribadisce Pettinari: “I fondi vanno erogati con procedure ad evidenza pubblica, tutti i potenziali beneficiari devono avere le medesime opportunità, e poi e vinca il migliore. Serve una valutazione a monte, il politico di turno non può avere il potere di decidere a chi dare e a chi no i fondi pubblici, a farlo deve essere una commissione tecnica formata da persone esperte e competenti in materia, in base a criteri oggettivi, come il curriculum e lo spessore dell’evento, il pubblico che assiste alla manifestazione, il gradimento ottenuto, le ricadute in termini di indotto sul territorio, i posti di lavoro creati”.
In posizioni sideralmente distanti Camillo D’Alessandro.
“Molto rumore per nulla – esordisce il coordinatore piddino della maggioranza – se entriamo nel merito dei provvedimenti approvati, si può constatare che la stragrande maggioranza della manovra finanziaria relativa al comparto cultura, riguarda manifestazioni e istituzioni da sempre finanziate, visto che esistono leggi apposite, e non sono affatto discrezionali ‘marchette’, come le chiamano i grillini, con gergo inaccettabile. Basta studiare, leggersi le determine, per scoprire che sono previste procedure, la presentazione di un progetto, e la rendicontazione delle spese, e in molti casi sono somme per eventi già svolti”.
Solo in minima parte e per importi minimi, concede D’Alessandro “sono stati approvati stanziamenti a piccole associazioni, che non hanno il rango del riconoscimento legislativo, e anche in questo caso abbiamo fatto bene, perché meritano comunque un sostegno, perché sono eventi degni e da incoraggiare, svolti in aree interne nei piccoli centri, eventi importanti per la vita delle comunità e anche per il ritorno in termini di indotto e turismo”.
Unico cruccio per D’Alessandro, è che “purtroppo non abbiamo trovato nel bilancio le poste necessarie per finanziare anche tante altre manifestazioni meritevoli, associazioni, almeno per ora”.
A seguire bordate al Movimento 5 stelle.
“Hanno mostrato in aula il loro volto, evidentemente per restare in tema hanno pensato bene di fare teatro, non certo politica. Ho rispetto per gli elettori, ma il fatto è che in questo caso hanno affidato le loro speranze ad un movimento che non ha le competenze adeguate per il ruolo che ricopre. In aula sono arrivati a proporre emendamenti abrogativi del finanziamento ai centri di ricerca , dove i dipendenti da mesi non prendono stipendio, sono stati capaci di mettere in discussione il finanziamento al teatro Marrucino, salvo però vederli ogni volta sui territori ergersi a rappresentati e risolutori dei problemi. Per dirne un’altra hanno ridicolizzato il premio di Montenerodomo dedicato a Giuseppe de Thomasis, il grande giurista, politico e patriota italiano, ma loro probabilmente non sapevano neanche chi fosse. E sono arrivati alla più bassa declinazione della loro funzione, quando hanno definito ‘pizzini’ gli emendamenti”.
Duro anche Di Nicola, che per prima cosa ribatte per l’ennesima volta ai dubbi sulla coperture economiche, e torna sul colpo di teatro di Pettinari, e anche sull’intervento di Bracco che ha puntato il dito contro il consigliere di maggioranza Lorenzo Berardinetti, sindaco di Sante Marie, per il contributo di 10 mila euro all’evento giornalistico Controsenso che vede tra gli organizzatori la figlia di Berardinetti, Eleonora, giornalista, poi cancellato.
“Quando qualcuno qui fuori sarà aggredito fisicamente – esordisce Di Nicola – per il modo di comunicare dei grillini, saranno loro a doversene assumere la responsabilità. In un consiglio regionale non può essere dato spazio a quello che da loro ho sentito. Io dico che bisogna recuperare il senso della misura”.
Entrando nel merito del provvedimento, Di Nicola aggiunge che, “se andiamo ad analizzare, si può constatare che c’è equilibrio nelle erogazioni in tutte e quattro le province, e ci sono tutte le coperture economiche, in commissione Bilancio è stato abbondantemente chiarito con le schede del monitoraggio. Al Movimento 5 stelle dico che è ora di dire basta con l’esposizione sgangherata di cose tecniche. Io ai loro pizzini preferisco la buona musica”.
“Nella ripartizione dei fondi – aggiunge Di Nicola – sono state prese in considerazione tante associazioni che hanno dovuto anticipare di tasca loro gli eventi già svolti, Finanziarle prima non è stato possibile, perche l’anno scorso il capitolo cultura era a zero. Poi sono arrivate le coperture, grazie ai riaccertamenti contabili, e siamo interventi”.
“Cosa dovevamo fare – si chiede in conclusione Di Nicola – far indebitare le associazioni, che si erano già esposte con le banche per gli eventi già svolti? Costringere tanti operatori culturali di associazioni non a scopo di lucro, che sono responsabili anche con il patrimonio personale, a vendersi la casa per ripagare i debiti?”.
ALLUVIONI, INCENDI, CENTRI DI RICERCA E ALTRO
Fondo Comuni in dissesto idrogeologico: 1.200.000 euro
Centri di ricerca Cotir e Crab: 1.000.000
Area marina protetta del Cerrano: 50.000
Telespazio: 139.948
Antincendio boschivo: 174.000
Centro regionale ricerche Cresa: 40 mila
Liquidazione Società ingegneristica regionale: 40.800
Geni civili: 20.000
Consorzio Innovazione sviluppo edilizia ambiente: 125.000
I FONDI ALLA CULTURA
Legge regionale 55: 211.000 euro
Legge regionale 46 : 330.000
Centri servizi culturali: 135.000
Perdonanza celestiniana dell’Aquila: 50.000
Mastrogiurato di Lanciano: 125.000
Giostra cavalleresca di Sulmona: 50.000
Teatro Marrucino di Chieti: 250.000
Istituto musicale Braga di Teramo: 100.000
Teatro Fenaroli di Lanciano 35.000
Teatro Rossetti Vasto: 20.000
Ente manifestazioni pescarese:100.000
Società musica e teatro Riccitelli di Teramo: 50.000
Bimillenario Ovidiano di Sulmona:100.000
Istituto tostiano di Ortona 30.000
Progetto De Thomasis di Montenerodomo: 5.000 euro
Città delle api di Tornareccio: 5.000
Ente regionale sistema idrico, Festival dell’acqua: 80.000
Lancianofiera: 40.000
Premio John Fante: 15.000
Festival partecipazione dell’Aquila: 10.000
Estate marsicana e teatro dei Marsi: 50.000
Premio Silone di Pescina: 40.000
Fondazione Michetti di Francavilla: 40.000
Deputazione abruzzese di storia patria: 40 000 – 50.000
Brigata Majella: 30.000
Fondazione Bertrando e Silvio Spaventa: 30.000
Un mosaico per Tornareccio: 5.000
Lungo le antiche rue di Civitella Roveto: 10.000
Presepe vivente di Rivisondoli: 20.000
Stills of peace di Atri: 50.000
Abruzzo circuito spettacolo: 20.000
Teatro dei colori di Avezzano: 10.000
Festival delle Letterature dell’Adriatico di Pescara: 20.000
Festival Il fiume e la memoria di Pescara: 10.000
Premio Flaiano di Pescara: 25.000
Blues sotto le stelle dell’Aquila: 20.000
Museo delle genti d’Abruzzo 25.000
Fondazione Malvina Menagez di Castelbasso: 40.000
Scerne Progetto 2000 di Pineto: 5.000
Associazione Mente locale di Pescara: 20.000
Atri cultura territorio: 50.000
Premio Pratola, associazione Futile utile: 5.000
Banda Leoncini d’Abruzzo di Pescina: 5.000
Romantica 2016, Internation Florist Festival di Bugnara: 5.000
Altre non precisate manifestazioni: 50.000






