PESCARA – “La riforma della legge elettorale basata sul collegio unico regionale si deve fare e alla svelta. C’è una mia proposta nella passata legislatura e sta nel programma elettorale nel centrodestra in quella attuale. Ci sono tutte le condizioni per vararla”.

È un vero e proprio diktat quello pronunciato dal governatore, Marco Marsilio, di Fdi, ai suoi nella lunga riunione di maggioranza, durata circa quattro ore, andata in scena ieri pomeriggio a Popoli Terme, nel feudo amico dove la struttura turistica è guidata dal tre volte consigliere regionale di centrodestra Benigno D’Orazio, ex Lega, diventato “uomo di Marsilio” tanto da candidarsi, senza essere eletto, alle regionali del marzo scorso con la lista del presidente, dopo aver ritirato la discesa in campo con tanto di manifesti con il Carroccio.

Sul collegio unico Marsilio non ha dato spiragli ai suoi, anche se nella coalizione confermata per un secondo storico mandato, si registrano molti mal di pancia.

Le uniche aperture di Marsilio sono state sulle modalità della legge elettorale, in particolare sulle preferenze che potrebbero essere tre, e il numero dei candidati nelle liste.

Ma la lunga riunione del litigioso centrodestra non è stata convocata solo per questa importante tematica che vede tra gli di alleati di Marsilio anche il capo della opposizione Luciano D’Amico: la maggioranza che a meno di un anno dallo storico bis delle elezioni ha incontrato più di una difficoltà politica ed amministrativa oltre che una litigiosità mai sopita, è stata convocata per accelerare l’azione di governo.

Proprio la carenza di provvedimenti ha consigliato i vertici a non convocare per oggi la seduta del consiglio regionale.

Oggi intanto è però in programma la prima commissione Bilancio, per il varo della norma Milleproroghe, la cui approvazione era stata rinviata in sede di legge di Bilancio a fine anno.

Durante il dibattito Marsilio e soci si sono trovati d’accordo nel portare a casa la riforma del ciclo idrico integrato, il varo dell’Agenzia regionale del lavoro, il recepimento della norma “salva casa” di Matteo Salvini e la riforma dell’Aruap, l’Agenzia regionale delle attività produttive di nuovo conio, rispetto all’attuale Arap. Oltre al completamento delle nomine. Tutti provvedimenti già approvati in giunta.

Una indicazione positiva nella quattro ore c’è comunque stata: parlando con i presenti, si è trattato di una riunione andata via liscia, in un centrodestra con forti tensioni e più di un nulla di fatto dei tavoli, soprattutto sulle nomine nelle società partecipate.

Quasi tutti presenti gli assessori e i consiglieri, a cominciare dal presidente del Consiglio Lorenzo Sospiri.

Assenti giustificati tra gli altri Paolo Gatti, di Fdi, presidente della quinta commissione Sanità e il vice presidente, Emanuele imprudente, con delega all’Agricoltura e il consigliere regionale Carla Manetti, entrambi della Lega, Antonietta La Porta, di Forza Italia.

C’erano poi i coordinatori regionali dei partiti, il senatore Etel Sigismondi, per Fdi, Vincenzo D’Incecco per la Lega, che è anche capogruppo in consiglio e presidente commissione Bilancio, Paolo Tancredi per Noi Moderati, Enrico Di Giuseppantonio per l’Udc. Unica defezione quella del deputato Nazario Pagano, presidente commissione Affari costituzionali, segretario regionale di Forza Italia.

Presenti anche il direttore generale Antonio Sorgi, i direttori del Dipartimento Risorse, Fabrizio Giannangeli, del Dipartimento Territorio e Ambiente, Pierpaolo Pescara, del Dipartimento Agricoltura, Elena Sico, del Dipartimento Infrastrutture e Trasporti Giancarlo Misantoni, del Dipartimento Sanità, Emanuela Grimaldi, del Dipartimento Sociale, Enti Locali e Cultura, Paolo Costanzi e del Dipartimento Lavoro e Attività Produttive, Germano De Sanctis.