L’AQUILA – “Con i ritmi attuali ci vorranno 69 anni per liberare i cumuli di macerie all’Aquila e nei Comuni terremotati”.
La nefasta previsione è di Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente che, a un anno e mezzo esatto dal terremoto dell’Aquila, ha presentato il suo dossier sulle macerie.
Secondo l’associazione ambientalista, la quantità di macerie al momento è di 2 milioni 650 mila metri cubi.
Dal dossier emerge che occorrono siti per lo stoccaggio, strutture adeguate per favorire il riutilizzo degli inerti e per liberare i centri storici.
Legambiente ha inoltre lanciato sette proposte complessive per la soluzione del problema macerie.
1) Stabilire la quantità certa delle macerie per programmare la ricostruzione.
2) Stanziare le risorse e predisporre le procedure per il trasferimento ai Comuni.
3) Definire le procedure.
4) Identificare i centri di stoccaggio.
5) Garantire la presenza di impianti trattamento degli inerti nei siti temporanei di stoccaggio.
6) Attuare la legge 203/03, che prevede l’utilizzo materiali edili da riciclo per appalti pubblici.
7) Dotare la Regione di un adeguato piano cave.
A breve il servizio completo.



