L’AQUILA – Non sarà un pur stimatissimo cardiochirurgo, Massimiliano Foschi, a occuparsi del trasporto aereo in Abruzzo alla guida della Saga, società regionale che gestisce l’aeroporto d’Abruzzo a Pescara, intendendosi giustamente più di bypass e valvole, che di hub e check in, con lo stesso che ha smentito le voci insistenti ringraziando per la fiducia ma spiegando che è impegnato di due fronti, professionale come medico e politico come vice coordinatore regionale salviniano.

Bensì un giovane staffista del gruppo politico della Lega in consiglio regionale, i cosiddetti portaborse, ed ex presidente del consiglio comunale  di Montesilvano: il 36enne giornalista pubblicista Vittorio Catone, “nipote d’arte” dell’ex deputato Udc, forzista, finiano e post democristiano Giampiero Catone, campano ma pescarese di adozione, che è stato anche sottosegretario.

In attuazione dello spoil system, Catone è stato nominato dal Cda della Saga che si è svolto stamani alla presenza dell’assessore regionale al Turismo Daniele D’Amario, Fi, su delega del governatore Marco Marsilio, di FdI: sostituisce il dem Enrico Paolini, ex vice presidente della Giunta regionale di centrosinistra.

Vice presidente della società che gestisce l’aeroporto d’Abruzzo è stato nominato Alessandro d’Alonzo, indicato da Forza Italia, imprenditore pescarese. In cda anche l’avvocato Davide Calcedonio Di Giacinto, quota Lega, che era stato nominato e poi revocato a seguito di un ricorso a capo dell’Istituto zooprofilattico d’Abruzzo e Molise, e Daniela Terreri.

Come Foschi, sia ben chiaro, Catone non ha comprovata esperienza in gestione di scali aeroportuali, ma al pari di Foschi è di fede leghista, collaboratore in consiglio del capogruppo dei salviniani Vincenzo D’Incecco, consigliere comunale di Pescara ed uomo forte dei salviniani abruzzesi, che ha subito fatto gli auguri a Catone.

Ed è quello che davvero conta, in questa ed altre partite dello spoils system della maggioranza di centrodestra in Regione guidata da Marsilio: sarebbe stato questo, cioè scegliere una figura politica, l’orientamento della maggioranza di centrodestra che dal febbraio 2019 governa la Regione, per sostituire in seno alla società di gestione la precedente governance, anche ‘essa, ci mancherebbe, di nomina politica.

La Saga va detto subito, non è poi una “preda” che offra chissà quali prebende, visto che il presidente guadagna “appena” 24.000 euro lordi annui e i 4 componenti del cda, 5.000 euro lordi. Ma è pur sempre un ente strategico per tutto il sistema turistico e trasportistico, e dove sono tanti gli appalti da gestire, assunzioni dirette e consulenze da distribuire, anche qui manuale Cencelli alla mano, ovvero in base alla fedeltà di partito e di corrente.

La presidenza è stata in questo caso ipotecata dalla Lega, prima forza di maggioranza con 10 consiglieri su 17 e 4 assessori su 6.

Ha lasciato la carica Paolini, ex assessore regionale al Turismo e ai Parchi del Partito democratico, nel governo del centrosinistra di Ottaviano Del Turco e dopo l’arresto di quest’ultimo nell’ambito dell’inchiesta di Sanitopoli, presidente vicario fino alle elezioni del gennaio 2009.

“Lascio la Saga dopo una intensa attività riuscendo a superare le difficoltà Covid grazie alla disponibilità della Regione – ha spiegato, come riporta il quotidiano Il Centro nel suo ultimo intervento -. Ora mi auguro che la crescita sia continua e per farlo occorrono manager autorevoli”.

Paolini era stato nominato alla Saga nel 2018 anche lui  senza particolari competenze specifiche in gestione aereoportuale, ma in quanto esponente dem di un certo peso, con lo spoils system praticato questa volta dalla maggioranza di centrosinistra di Luciano D’Alfonso, ora senatore dem. Paolini, insomma, non ha nessuna speranza di riconferma, a prescindere dai risultati esibiti pochi giorni fa un conferenza stampa con contestuale bilancio del triennio, ovvero, per citare lo stesso Paolini,  “cinque gates invece di uno, miglioramento ed aumento dei servizi, area commerciale che ha raddoppiato il fatturato e nel 2019, prima della pandemia, record storico di passeggeri, ben 703.000”.

Come suo successore si era fatto innanzitutto il nome, rivelato dal quotidiano Il Centro, di Foschi, 37 anni, neo vicesegretario della Lega abruzzese, nominato solo tre mesi mese fa dal segretario regionale, il deputato Luigi D’Eramo d’intesa con il leader nazionale Matteo Salvini, e cardiochirurgo al Policlinico Santissima Annunziata di Chieti. Di origini pugliesi, è arrivato giovanissimo in Abruzzo, a Chieti, ed è stato uno dei tre nomi, assieme all’ex assessore regionale Giandonato Morra, ora difensore civico abruzzese e all’attuale presidente Marsilio, nella terna che Fratelli d’Italia aveva proposto agli alleati del centrodestra dei papabili candidati presidenti della Regione alle elezioni del febbraio 2019.

Ma Foschi ha smentito la voce comunque circolata negli ambienti politici, e al Centro ha dichiarato: “Sono già molto impegnato su due fronti. Il terzo sarebbe troppo. Alla professione di cardiochirurgo affianco il mio ruolo politico con la Lega. E con il segretario, Luigi D’Eramo, stiamo puntando a rinnovare il partito. Io la chiamo fase di svecchiamento”.

È spuntato così il nome di Vittorio Catone, che nel 2007, dunque a soli 22 anni, è stato eletto con l’Udc nel consiglio comunale di Montesilvano, con Pasquale Cordoma sindaco, diventando presidente del consiglio, poi nel 2009 con il Pdl nel consiglio provinciale di Pescara, e una seconda volta al Comune di Montesilvano, sempre per il Pdl, nel 2012, all’opposizione del sindaco del Pd Attilio Di Mattia.

Catone è stato poi assunto a chiamata diretta nell’ottobre 2019 nella segreteria di Vincenzo D’Incecco, capogruppo della Lega in Consiglio regionale, in una infornata che ha dato lavoro seppure a tempo determinato ad una sessantina di cosiddetti “portaborse”.

Senz’altro utile alla sua carriera la stretta parentela con Giampiero Catone, in termini di buoni consigli e bacino di consenso. Napoletano di nascita, abruzzese acquisito, Giampiero Catone è stato eletto deputato nel 2006 con Forza Italia per poi aderire al gruppo Dc-Nuovo Psi. E stato riconfermato per un secondo mandato nelle file del Pdl, per poi passare a Futuro e libertà di Gianfranco Fini, ma è stato l’unico a non firmare però la sfiducia a Silvio Berlusconi, nella drammatica scissione del dicembre 2010, e pochi mesi dopo, a maggio del 2011, è stato nominato, del riconoscente Berlusconi, sottosegretario al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare. Fallita la terza rielezione alla Camera, nel giugno del 2015 ha aderito al nuovo partito di Gianfranco Rotondi “Rivoluzione Cristiana”, soggetto politico legato a Forza Italia, divenendone coordinatore nazionale.7

Ha commentato all’Ansa l’uscente Paolini: “Oggi come si suol dire è stato l’ultimo giorno di scuola. La Regione ha approvato un ottimo bilancio e poi ha nominato presidente Vittorio Catone e tre nuovi consiglieri. Non conoscendo i diretti interessati non posso ovviamente dire nulla in merito ma spero soltanto che le cose vadano bene per l’aeroporto d’Abruzzo perché parliamo di una infrastruttura vitale perché produce economia, benessere e ricchezza e quindi metterlo a rischio con una gestione non oculata sarebbe grave. Se mi aspettavo di restare? So che in tre mandati nelle società pubbliche si decade e quindi io sapevo questo e che il mio mandato fosse a scadenza. L’unico problema è che in molte società e molti comuni ed enti pubblici si è deciso, essendoci stato il Lockdown per un anno e più di recuperare questo anno. Quindi forse il buon senso poteva prevedere di dare un altro anno di presidenza e prorogarla per far sì che l’aeroporto tornasse a fare grandi numeri come i 703mila passeggeri che è un record storico e ai successi di tempo addietro e fra un anno fare queste nomine che spettano alla Regione che ha il 99% della Saga. C’è bisogno di manager e non di nomine politiche e quindi mi auguro che ci siano manager e che si possa lavorare bene per l’aeroporto d’Abruzzo”.