PESCARA – Nuovo anno ma non stesse fortune in Abruzzo, perché la vita è imprevedibile e non si sa mai cosa riserva il futuro.
È il caso di due storie avvenute entrambe nel giorno di San Silvestro, ma di certo non sotto la stessa stella: supervincita di 405 mila euro, da cambiare l’esistenza, al Bingo Orione per una donna di Montesilvano (Pescara) che ha letteralmente sbancato la video lottery e la vita stroncata del funzionario della Asl di Giulianova (Teramo) Domenico Ruffini, morto, per cause ancora da chiarire, dopo appena 42 minuti dal brindisi di Capodanno.
La fortunata vincitrice dopo un esultante “ho vinto, ho vinto: datemi lo scontrino della giocata” si è dileguata facendo perdere le tracce per restare nell’anonimato, e festeggiando, probabilmente, la fine dell’anno più bella della sua vita.
Un brutto veglione, invece, per i clienti, quasi 200 persone, del ristorante Cavallino Rosso di contrada Petriccione a Castellalto (Teramo), che hanno visto il funzionario della Asl giuliese di appena 59 anni accasciarsi a terra e spirare pochi minuti dopo la mezzanotte.
L’uomo, che prima di morire ha fatto appena in tempo a bisbigliare che si sentiva poco bene davanti agli occhi terrorizzati della moglie, della figlia e di alcuni parenti, era noto nella zona perché era stato consigliere comunale di Giulianova nelle fila del Psi, nel 1995, e anche dirigente del distretto sanitario di base di Roseto (Teramo).
Inutili i tentativi di rianimarlo da parte di un anestesista che si trovava nel ristorante: a nulla è valso il massaggio cardiaco, all’arrivo del 118 e di un automedica, era già morto.
La straordinaria vincita di Capodanno, che dovrà essere ritirata a Roma perché il Bingo di Montesilvano non può pagare più di 5 mila euro, in questi tempi di crisi economica, è un bel gruzzoletto che farà davvero comodo all’anonima vincitrice.
Per la sfortunata morte di Ruffini tutti attendono il referto dell’autopsia ordinata dal magistrato di turno Silvia Scamurra con l’intento di chiarire tutti i passaggi che hanno portato alla morte dell’uomo.
Un 2012 che si trascina dietro, come sempre, gioia e dolore, perché la fortuna cieca non guarda in faccia nessuno. (a.c.)



