L’AQUILA – Montezemolo? Datato. Renzi? Non conta solo l’età ma la capacità. Monti? Quello che fa è a vantaggio delle banche. E ancora, Grillo? Dittatura completa. Casini? Ondeggiante.
Queste e altre le “pagelle” di Romeo Ricciuti, ex sottosegretario di Stato e presidente della Regione Abruzzo, intervistato da AbruzzoWeb sulla mutevole situazione politica nazionale ma anche sugli scenari regionali.
“Da come si sviluppano le cose oggi in politica è tutto imprevedibile, perché quello che era inimmaginabile ieri diventa reale domani – premette ai microfoni di questo giornale – Ma non ci sarà un grande spostamento di voti dalla destra alla sinistra come si pensa”.
Ricciuti distingue i tempi politici attuali da quelli del passato. “Chi si avviava alla politica aveva una missione davanti, quella dell’interesse generale, e non credo che oggi sia così – accusa – l’invidualismo ha corroso i princìpi fondamentali della politica”.
“La gente si sente poco rappresentata, di qui la presenza di movimenti qualunquisti. Negli anni Quaranta durarono pochissimo e poi si tornò a ragionare – ricorda – Oggi anche quelle formazioni nuove non hanno interesse per la gente. Spero che comincino a recuperare quel senso della missione”.
L’ex sottosegretario ammette anche che “noi dovevamo pensare all’interesse generale prima di tutto, poi semmai c’era un 20 per cento che riguardava anche noi stessi”.
Quanto alla presidenza della Regione, “spero rimanga Chiodi ma non è importante per l’Abruzzo chi ci sarà, la cosa importante è che cambiamo passo. Anche nel problema principe della ricostruzione dell’Aquila”.
E un presidente di Regione aquilano come lui a quando?. “Ci vorrebbe una persona illuminata come Remo Gaspari, che scelse una figura di un’altra corrente, e allora le divisioni erano una cosa seria. Scelse me e ci mettemmo tutti quanti assieme con un piano di programmazione economica che realizzammo puntualmente”.
E poi è un fuoco di fila di “pagelle”, alcune dure, altre più affabili ma sempre con occhio critico.
Luca di Montezemolo: “È una persona che ha avuto successo nella vita ma non credo abbia quell’appeal per richiamare le folle attorno a lui. È già una cosa datata, una persona di una certa età”.
Matteo Renzi: “A rottamare tutto rischiamo di mandare nei posti dove bisogna pensare la coda, invece che la testa! La chiesa e tante istituzioni privilegiano gli anziani perché hanno una saggezza diversa. Oggi è giusto dare spazio ai giovani ma non è solo un problema di età, è anche di capacità”.
Mario Monti: “Sarà ancora in campo? Spero di no. Non perché non mi piaccia, sta facendo il suo lavoro, ma bisogna mandare in Parlamento persone scelte dal popolo, non possiamo delegare ad altri, altrimenti la democrazia non ha più significato. Sta facendo cose che gli altri non hanno fatto ma non vorrei che andassero solo a vantaggio di grandi istituzioni come le banche e a pagare siano quelli che hanno poco”.
Beppe Grillo: “Se bisogna andare al ‘decido io’ non c’è neanche motivo di chiedere il voto popolare, ritorniamo alla dittatura completa in tutte le sue forme. Le formazioni qualunquistiche hanno dimostrato di avere presa, ma stanno già mostrando la corda: già prima di nascere c’è un tarlo dentro, ci sono rivoluzioni”.
Silvio Berlusconi: “Il suo è un addio definitivo? Non credo. Potrebbe essere ancora utilissimo. Sta facendo un giro mettendo i suoi uomini migliori in prima fila, giovani che possano certamente riscuotere grande consenso popolare ma che mostrano di saper governare con saggezza”.
Pierferdinando Casini: “Troppo ondeggiante, da destra e da sinistra! Se va in questa formazione che ha messo in piedi Montezemolo non so se avrà lo spazio per poter primeggiare ancora all’interno”.
Gianni Chiodi: “Non si deve crogiolare con le cose che ha fatto, perché sono comunque impopolari. Il riassetto delle finanze per la sanità ha portato sacrifici ai cittadini, non è un grande merito se l’ha fatto perché la gente ne sente il peso. Prima di finire deve fare un programma di fine legislatura brillante, scegliendo cose che si possono e non si possono fare e pensare a linee di sviluppo. Churchill fu fatto fuori dopo aver vinto la guerra. Ha comunque un grande merito, non è stato trovato a fare cose personali come avvenuto in passato. Il prossimo presidente della Regione spero sia ancora Chiodi, e senza il compito gravoso e cattivo che ha avuto, tassare per risanare, possa fare veramente bene.”.
Luciano D’Alfonso: “Per gli avversari si sta preparando D’Alfonso a Pescara, fa grandi riunioni e dice che si vuole presentare. Se non avesse altri problemi o li risolvesse in tempo… Ha una grande capacità di affabulazione. Dice che si candiderà comunque, glielo auguro ma non è molto reale”.
Camillo D’Alessandro: “Ritengo anche questo giovane che c’è oggi, il capogruppo, potrebbe essere un buon candidato”.
Giovanni Legnini: “Ha grandi capacità, ma non credo avrebbe l’appeal di una persona diversa come quello che ho detto io”.
Giorgio De Matteis: “Dice che bisogna pensare alla ricostruzione senza steccati? Lo dice adesso, però in passato ha fatto una divisione come tutti quanti gli altri. Gli ho chiesto se posso contare sul suo impegno in questa direzione e mi ha detto di sì, come il sindaco Cialente e il parlamentare Lolli. Se c’è qualcuno che non è d’accordo bisogna isolarlo, farlo riflettere”.




