L’AQUILA – La paura come spinta ad andare avanti e, ascoltandosi nel profondo, a prendere in mano la situazione con l’intento di raggiungere i propri obiettivi.

È questo l’argomento principale di Le Ali della paura – La paura ci ruba i pensieri? il nuovo libro della dietista e counselor aquilana Sonia Etere che, ancora una volta, ha deciso di mettere la sua professionalità a disposizione di un tema ostico ma affascinante come quello delle emozioni.

Edito da Tracce, Le ali della paura è stato presentato ieri nella sala eventi de “I parrucchieri Academy”, in viale della Croce Rossa, all’Aquila e rappresenta per Sonia la seconda esperienza da scrittrice, dopo il grande successo di Nella cucina di Sofia ci siamo anche noi che, uscito nel 2013, negli ultimi due anni ha ottenuto diversi consensi e riconoscimenti e, poco meno di un mese fa, è stato addirittura presentato a Barcellona (Spagna), nel corso di un evento organizzato dall’Istituto di cultura italiana nell’ambito di Expo 2015.

“In questo volume ho voluto mettere ancora una volta in evidenza l’importanza che do al concetto di sensibilità – spiega la Etere ad Abruzzoweb – raccontando vari anneddoti riguardanti alcune persone che sono riuscite a realizzare i propri desideri grazie alla spinta data loro da sensazioni legate alla preoccupazione e al timore di non riuscire”.

E di sensazioni la Etere, che tra le altre cose è anche collaboratrice del consultorio Aied dell’Aquila, ne sa davvero qualcosa.

Non è un caso infatti che, come è avvenuto per Nella cucina di Sofia, anche questa volta racconti solo ed esclusivamente storie vere, esperienze di persone entrate davvero in contatto con lei e da cui, come tiene a precisa, è riuscita addirittura “ad imparare qualcosa”. Con una differenza fondamentale, però, rispetto al primo libro, molto meno introspettivo e intimistico di quello appena pubblicato.

“In questo caso ho voluto mettermi maggiormente in gioco – dichiara l’autrice in tal senso – trasferendo sulla carta le mie emozioni e il mio grado di coinvolgimento a ogni singola storia”.

Presenti infatti, tra un aneddoto e l’altro, anche le riflessioni dell’autrice che dichiara tra le altre cose “di essersi immedesimata particolarmente nel primo racconto, quello che tratta del tema del terremoto”.

“Un terremoto – precisa però – inteso in senso molto ampio, che non fa riferimento solo alle macerie e alla distruzione dei palazzi, ma anche agli scompensi emotici di chi si trova  afare scelte interiori particolarmente difficili”.