L’AQUILA – Oltre 60 lavoratori della fallita Edimo Spa si sono riuniti prima davanti ai cancelli dell’azienda e poi nei locali della mensa all’interno dell’insediamento produttivo in località Varranoni, nel nucleo industriale di Poggio Picenze (L’Aquila).
I lavoratori hanno incontrato i rappresentati dei sindacati per capire la situazione e per studiare le prossime mosse.
“Dobbiamo sottolineare l’ennesimo fallimento in questa zona – ha spiegato ad AbruzzoWeb Gino Mattuccilli della segreteria Fim Cisl – In questo momento i lavoratori interessati da questa vicenda sono 120, ma è bene ricordare che la Edimo Spa controlla il 98% delle altre società del gruppo. Per questo stiamo lavorando, non solo per aiutare i lavoratori, ma anche per evitare l’effetto domino”.
Dopo la dichiarazione di fallimento, tutte le decisioni che riguardano i lavoratori dell’azienda saranno prese dal curatore fallimentare Luigi Labonia.
“Per quanto riguarda i 120 lavoratori stiamo tentando un approccio con il curatore fallimentare per capire come si vuole muovere. Da quando è stato dichiarato il fallimento questi lavoratori sono diventati dipendenti a carico del curatore”, prosegue l’esponente sindacale.
“Spetterà a lui, infatti – ha continuato Mattuccilli – decidere se mettere questi lavoratori in mobilità o se riavviare alcuni lavori che a oggi sono sospesi. La ripresa di questi lavori permetterebbe di far entrare soldi”.
Dei 120 lavoratori interessati da questa vicenda 45 erano già in cassa integrazione. “La Cig di questi lavoratori, però, finirà il 10 marzo – ha spiegato ancora – e dall’11 anche loro risulteranno come dipendenti del curatore fallimentare”.
Nella mattinata di oggi Labonia e la proprietà della Edimo sono andati a Roma per parlare con il giudice fallimentare. Sempre in settimana è previsto un incontro in Regione Abruzzo.
“Probabilmente venerdì mattina sarà aperto un tavolo in Regione con il vice presidente della Giunta Giovanni Lolli che oggi ha incontrato la proprietà. L’incontro con le istituzioni sarà importantissimo – ha concluso Mattuccilli – per questo abbiamo invitato anche i lavoratori a partecipare”.
“RISCHIO EFFETTO-DOMINO PER 430 LAVORATORI”
“Il rischio reale – ha poi dichiarato Mattuccilli in una nota – è che saltino 430 posti di lavoro. La proprietà ha spiegato chiaramente, nella riunione odierna, che la Edimo spa detiene il 98 per cento delle quote azionarie dell’intero gruppo. Il fallimento della stessa porterà, per l’effetto domino, pesantissime ripercussioni su tutte le altre società del gruppo, con 430 lavoratori a rischio licenziamento. Abbiamo chiesto e ottenuto un incontro immediato con la Regione per capire quali sono le possibilità di intervento”.
Una seconda riunione è stata fissata per venerdì 6 marzo, nella sede della Regione. “I lavoratori saranno nuovamente presenti per far sentire la loro voce – ha annunciato Mattuccilli – siamo di fronte all’ennesimo disastro occupazionale, un fallimento non solo di un’azienda, ma dell’intera città”.
DI NATALE (CISL): “SCONGIURARE UN’EMORRAGIA”
“La Edimo rappresenta una delle grandi realtà del territorio – sottolinea Pietro Di Natale, segretario regionale Filca- Cisl – la chiusura a catena di aziende di tutte le dimensioni non può essere più affrontata come singola vertenza. Occorre che il territorio predisponga adeguati strumenti di controllo, verifica, tutela e intervento a sostegno della imprese locali e della manodopera per evitare un’emorragia occupazionale che coinvolge migliaia di famiglie”.
“La perdita di 120 posti di lavoro, che rischiano di salire in tempi brevissimi a 430, è un peso socio-economico che il comprensorio aquilano non può sostenere”, ha concluso.



