L’AQUILA – “Basta con i voucher. In Abruzzo intervenga lo Stato con i soldi pubblici per la crisi occupazionale in Abruzzo”.

Così Giulio Sapelli, storico ed economista torinese, docente di Storia economica ed Economia politica all’Università Statale di Milano, dopo che la Cgil nella nostra regione ha diramato i dati, drammatici, per l’occupazione nel primo trimestre del 2016, con 13 mila posti di lavoro rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, e con l’esplosione dei voucher, passati da 629.157 del primo trimestre del 2015 a 908.189 dello stesso periodo di quest’anno, il 44,4 per cento in più.

“Si rischia il massacro sociale – dice Sapelli – dopo la legge per le assuzioni a tutele crescenti, che permette di superare la ‘giungla’ dei contratti a tempo indeterminato. Purtroppo, il trend italiano è questo”.

“Vuol dire – aggiunge l’economista – che non c’è affatto una ripresa del mercato del lavoro, anche perché, prendendo ancora in considerazione i voucher, ci si trova di fronte ad una liberalizzazione selvaggia”. 

“E tra i voucher e il sostegno alle assuzioni a tempo indeterminato non se ne esce – prosegue -. Ricordo la piana del Fucino, con Telespazio, ricordo un Abruzzo diverso”.

“Sono convinto che serva un piano di reindustrializzazione pubblico, i privati non possono fare niente in queste condizioni. C’è bisogno della mano pubblica per sostenere il privato”, conclude.