L’AQUILA – Si affolla, politicamente parlando, il centro dell’Aquila in vista delle elezioni per il rinnovo del sindaco e del Consiglio comunale del capoluogo, previste nella primavera 2012.
Oltre al nome del vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis (Mpa), infatti, si affaccia quello del deputato dell’Udc Pierluigi Mantini.
De Matteis attende ormai da alcune settimane un cenno da parte del coordinatore abruzzese del Popolo della libertà, Filippo Piccone, per capire se la sua corsa per la fascia tricolore sarà in solitaria o in compagnia del principale partito del centrodestra.
Il leader degli “azzurri” non è pregiudizialmente contrario alla candidatura dell’esponente dell’Mpa ma fa fatica a convincere il Pdl aquilano, nella fattispecie il presidente provinciale Gianfranco Giuliante, della bontà della scelta.
La guerra di trincea in atto sta logorando la pazienza di De Matteis ma, soprattutto, dicono i suoi supporter, gli sta facendo perdere tempo utile per stringere accordi con gli altri partiti di centro, con gli scontenti del Pdl e con gli orfani politici del Consiglio che sono in cerca di una ricollocazione.
Intanto ricorre con sempre maggiore insistenza la voce che anche Mantini sarebbe pronto a gettarsi nella mischia.
Non è un caso che il presidente dell’Ordine degli avvocati dell’Aquila, Antonello Carbonara, durante l’inaugurazione della nuova sede della Corte d’appello, si sia lasciato sfuggire la seguente frase: “ringraziamo Mantini per aver fatto venire all’Aquila il vice presidente del Consiglio superiore della magistratura Michele Vietti“, già deputato e vice segretario nazionale della Vela.
Un’uscita, quella di Carbonara, che oltre ad aver creato qualche imbarazzo istituzionale tra i presenti, testimonia che Mantini, seppur in sordina, sta testando il campo per capire se ci sono margini per scendere in pista.
D’altra parte l’Udc aquilano si trova in una situazione un po’ imbarazzante: se da un lato la presenza del vice sindaco Giampaolo Arduini in una Giunta di centrosinsitra ha ottenuto il nulla osta direttamente dal segretario nazionale, Pier Ferdinando Casini, dall’altro tale collocazione ha isolato il partito da quelli che, teoricamente, dovrebbero essere gli alleati naturali del Terzo polo: Fli e Mpa, i cui consiglieri comunali, in tutto cinque, sono all’opposizione.
Se a questo si aggiunge l’incompatibilità tra lo stesso Arduini e De Matteis, risalente al post elezioni regionali del 2000, quando entrambi erano candidati con il Centro cristiano democratico, appare chiaro che l’Udc si trova in una condizione dalla quale potrebbe uscirne fuori solo mettendo sul piatto un big del partito come Mantini.
A quel punto, però, l’Udc dovrebbe scegliere dove andare a trovarsi gli alleati, a meno di non voler fare il tentativo kamikaze di giocarsela in proprio, rischiando di non portare a casa nemmeno un paio di seggi nell’assemblea civica. (red)






