L’AQUILA – Torna lo spettro cassa integrazione per i 102 dipendenti di Abruzzo Engineering attualmente distaccati presso il Comune e la Provincia dell’Aquila.

Scadono il prossimo 29 giugno, infatti, le convenzioni sottoscritte con i due Enti dopo il terremoto e, se non interverrà una nuova ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri, la società dovrà ricorrere agli ammortizzatori sociali.

Da quanto si è appreso, comunque, il provvedimento sarebbe alla firma di Berlusconi e dovrebbe contenere tutta una serie di proroghe, tra cui anche quella relativa ai lavoratori assunti con co.co.co. nei paesi del “cratere”.

Addirittura venerdì era circolata la voce che Letta, venuto nel capoluogo per la riunione del tavolo tecnico per la ricostruzione, sarebbe arrivato con l’Opcm già siglata.

Dei 102 lavoratori, 17 sono assegnati al Genio civile della Provincia mentre degli altri, in forza al Comune, 81 sono inquadrati nell’area Sisma e al settore Lavori pubblici e quattro sono operai.

Il costo delle convenzioni è pari a circa 2,3 milioni di euro per sei mesi e contempla anche la fornitura di varie attrezzature come computer, autovetture e container.

Abruzzo Engineering, società sulla quale pesa il dilemma dello status “in house” (per il presidente Chiodi non lo è, tanto che l’ha messa in liquidazione, mentre una sentenza del Tar ne ha riconosciuto tale condizione giuridica), è partecipata dalla Regione per il 60 per cento delle quote, dalla Provincia (10 per cento) e da Finmeccanica (30 per cento attraverso la controllata Selex Service Management) e ha in pianta organica 189 dipendenti.

Oltre ai 102 convenzionati, 8 persone prestano servizio in sede e 79 sono già in cassa integrazione fino al 31 luglio ma si parla da tempo di uno slittamento del termine alla fine di dicembre. (pi.bi.)