L’AQUILA – Chiesto e ottenuto dal pm della Repubblica dell’Aquila, Roberta D’Avolio, il rito immediato per l’aquilano A.R.S., 57anni, indagato per atti persecutori e violenza sessuale.
Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe molestato due coniugi a partire dal 2010 per 3 anni, in particolar modo la donna. Accuse pesanti, sempre rigettate, fin dall’inizio.
Molte le telefonate intercettate dagli agenti della squadra Mobile, tante di queste effettuate da cabine telefoniche, come riporta il quotidiano Il Messaggero.
Secondo l’accusa, in seguito a questi comportamenti persecutori la donna sarebbe caduta in uno stato depressivo.
Condizione, secondo la difesa, che l’avrebbe indotta ad avere una rappresentazione diversa della realtà. Da questo presupposto è partita la contestazione dell’accusa di molestie sessuali.
La coppia risiede in un Map poco distante da quello dell’indagato, secondo il giudice il 57enne avrebbe anche pedinato la donna, obbligandola, così, a una condotta comportamentale imposta.
Da questi comportamenti è scaturita l’accusa di atti persecutori. Ad aprile dell’anno scorso, il pubblico ministero aveva chiesto e ottenuto dal gip gli arresti domiciliari per l’uomo.
L’accusato, interrogato, ha sempre sostenuto l’infondatezza delle accuse, anche quelle di violenza sessuale, sostenendo che la donna era consenziente.
Per quanto riguarda i presunti atti persecutori, l’indagato ha sempre detto di essersi limitato a rispondere alle telefonate e agli sms ricevuti dalla parte offesa. L’accusa sostiene che le prove a carico dell’indagato sono molto pesanti.
L’indagato è assistito dagli avvocati Riccardo Lopardi e Stefano Massacesi.
Ora la decisione spetta al giudice del Tribunale. Il processo è fissato per il mese di aprile.





