L’AQUILA – Dal terremoto del 6 aprile del 2009 una grossa fetta di viale Duca degli Abruzzi, all’Aquila, è rimasta incastrata nel degrado.

Degrado, non temporaneo, che comincia dall’incrocio con viale Don Bosco e scende giù fino verso il ponte Belvedere, dove tra le poche case rimesse in piedi, una residenza per anziani, la sede della Corte dei Conti, un’agenzia di assicurazioni e un ristorante, regnano sovrani sozzura di ogni genere.

Da carcasse di animali, rimosse, quando possibile, da chi in zona vive e lavora, a escrementi, materassi vecchi, chiodi arrugginiti, lattine di coca cola, bottiglie di vetro rotte e molto altro, in un quadro che mette in risalto il terribile contrasto di case e palazzi rimessi a nuovo e quelli ancora sventrati e ulteriormente offesi dal delirio di sporcizia di cui evidentemente importa poco, anzi, nulla, a chi dovrebbe occuparsene.

Senza ovviamente dimenticare la mancanza di senso civico e di rispetto che attanaglia chi sporca in questo modo. 

Gli appelli nel corso degli anni da parte di chi quella zona la vive ogni giorno, sono dunque rimasti senza risposta.

E il caso, allora, di intervenire immediatamente in quella che è già stata ribattezzata “terra di nessuno”.