L’AQUILA – Tira aria di rimpasto alla Provincia dell’Aquila, dove da qualche giorno il centrodestra è in fibrillazione per l’annunciata decisione del presidente, Antonio Del Corvo, di avviare una verifica di maggioranza e mettere mano alla squadra di governo in tempi brevissimi.

La notizia, appena sussurrata fino a Pasqua, è entrata prepotentemente nell’agenda politica dell’ente dopo il vertice con i capigruppo di lunedì scorso, durante il quale Del Corvo ha detto chiaramente che le cose non vanno e che bisogna cambiare rotta.

Una posizione su cui hanno spinto anche alcuni consiglieri scontenti della situazione, che puntano a ridimensionare pure alcuni dirigenti. 

Nel corso della riunione Del Corvo ha dettato una road map perentoria dell’avvicendamento: i consiglieri avranno tempo fino alla metà di aprile per fornire una rosa di nomi, all’interno della quale il presidente potrà scegliere liberamente, altrimenti farà di testa sua.

Le posizioni più a rischio sono quelle di Giuseppe Tiberio (Movimento per le autonomie), Mauro Fattore (Udeur ma ormai a pieno titolo nel Pdl) e Claudio Tonelli (Pdl), ma il quadro è molto confuso e potrebbero esserci sorprese clamorose, tanto che, dicono i ben informati, nessuno può sentirsi al sicuro dai veti incrociati delle varie forze politiche del Consiglio e dalle valutazioni personali dello stesso Del Corvo, come dimostra il borsino degli assessori riportato in fondo all’articolo.

Non è un caso, infatti, che in questi giorni si stiano succedendo cene più o meno “carbonare” durante le quali si cerca la composizione di un puzzle dalla difficile decifrazione.   

In realtà il presidente stava maturando questa decisione già da tempo, almeno da sei mesi, e che è rimasta in stand-by quando sembrava che la sopravvivenza stessa dell’ente fosse in discussione per i tagli delle province deciso dal governo, progetto poi abortito quando nel dicembre 2012 l’esecutivo del premier Mario Monti ha visto venir meno il sostegno del Popolo della libertà e la scelta inevitabile del Capo dello Stato di portare il Paese alle urne ha impedito la conversione in legge del decreto sulla “spending review”.

Proprio le vicende legate alla formazione delle liste per le elezioni del febbraio scorso hanno influito negativamente sulla fiducia di Del Corvo in alcuni assessori e consiglieri provinciali, fino ad allora convintamente dalla sua parte, che lo hanno mollato quando ha provato a giocarsi la partita per piazzarsi in un posto utile per il grande salto verso Roma, dimettendosi dalla sua carica per rimuovere l’incompatibilità.

In quei giorni si consumò una battaglia sotterranea dentro il Pdl, che non aveva preso bene la scelta di Del Corvo di infilarsi in una bagarre che già vedeva tanti big in corsa per la candidatura e causare la fine anticipata della legislatura, in seguito scongiurata con il ritiro delle dimissioni entro i termini dei 20 giorni fissati dalla norma.

Trascorso senza scossoni la fase di campagna elettorale, durante la quale Del Corvo non si è fatto vedere quasi per niente, e quella del voto, oggi il periodo è maturo per rimescolare le carte.

Su questo scenario pesa anche il futuro politico di Del Corvo, eletto in Regione nel listino del governatore Gianni Chiodi, posto poi lasciato dopo l’investitura a presidente, che potrebbe tentare di fare rientro all’Emiciclo alle elezioni previste tra circa un anno sostenuto da una pattuglia di fedelissimi sparsi sul territorio e cementati dalla comune esperienza in Giunta provinciale.

IL BORSINO DEGLI ASSESSORI

Antonella Di Nino (vice presidente con delega alle Attività produttive): in principio di legislatura punta di diamante del Pdl ufficiale (ha goduto dei buoni uffici del coordinatore abruzzese del partito, il deputato Filippo Piccone, prima, e del suo vice e collega di Montecitorio, Fabrizio Di Stefano, poi), ora è una “delcorviana” convinta. Per lei l’unico problema è che non dispone di grandi sponsor in Consiglio, cosa che potrebbe farle perdere il posto di numero due dell’amministrazione mantenendo, però, un assessorato. Quotazione: BUONA.

Luigi D’Eramo (Sociale): entrato in Giunta su precisa volontà di Francesco Storace, leader della Destra, partito di cui D’Eramo è coordinatore regionale, non ha un gruppo consiliare che lo sostenga direttamente, visto che la Destra non ha eletti nell’assise provinciale. Dalla sua, però, ha l’apprezzamento di Del Corvo e qualche buon alleato in aula, vedi il capogruppo di Alleanza per L’Aquila, Gianluca Alfonsi. Come soluzione estrema potrebbe entrare, al pari della Di Nino, nella “quota riservata” del presidente. Quotazione: STABILE.

Mauro Fattore (Edilizia scolastica): eletto in Consiglio provinciale con l’Udeur, ha successivamente rotto con il capo dei mastelliani abruzzesi, l’ex assessore regionale Mimmo Srour, suo predecessore sulla poltrona che occupa attualmente, tanto da fare outing in favore del Pdl insieme a Paolo Federico, subentrato al suo posto quando ha fatto l’ingresso in Giunta. Questa presa di posizione troppo filo-pidiellina e l’impegno messo in campagna elettorale proprio mentre Del Corvo si sfilava potrebbe pesare sul suo futuro. Quotazione: IN DISCESA.  

Guido Liris (Viabilità): è subentrato in Giunta a Roberto Romanelli nel primo rimpasto dell’era Del Corvo. Dopo le politiche di febbraio, era l’unico candidato aquilano in lista, è diventato l’uomo forte del Pdl nel capoluogo, generando più di un mal di pancia nei vertici locali del partito. Ha il sostegno del consigliere del Pdl Gabriele Fulvimari, di quelli vicini a Piccone e fa squadra con Federico e i due esponenti dell’Unione di centro Andrea Gerosolimo ed Emilio Cipollone. Al momento sembra uno dei più sicuri di conservare la poltrona. Quotazione: BUONA.  

Marianna Scoccia (Cultura): marsicana, ex di Alleanza nazionale ora in quota all’Udc. Il partito riproporrà certamente il suo nome e visti gli equilibri interni al Consiglio, dove la Vela ha un discreto peso, dovrebbe rimanere al suo posto. Però Del Corvo è contento a metà del suo operato. Quotazione: STABILE.  

Giuseppe Tiberio (Ambiente): è un uomo del vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis e rappresenta l’ormai scomparso, almeno in Abruzzo, Movimento per le autonomie. Il fatto che il suo partito sia rappresentato in aula da Leonardo Gattuso, potrebbe non bastargli a garantirgli la prosecuzione dell’avventura in Giunta. È dal suo assessorato, infatti, che arrivano le maggiori lamentele dei consiglieri “frondisti” e anche Del Corvo non è contento del lavoro svolto finora. In casa Mpa, nonostante sia uno dei pochi reduci del primo esecutivo provinciale (con le quote rosa Di Nino e Scoccia), passato indenne attraverso le varie vicissitudini politiche dell’ente, è dato praticamente in uscita. Quotazione: IN DISCESA.

Claudio Tonelli (Personale): anche lui avezzanese come la Scoccia, è stato indicato direttamente da Piccone, ma è considerato pure vicino a un ambiente con cui Del Corvo ha rapporti molto tesi: l’entourage del presidente della Regione, Gianni Chiodi. Può salvarsi solo se i “picconiani” Filippo Santilli e Salvatore Orsini del Pdl, Gino Fosca e Felicia Mazzocchi di Forza Provincia, dovessero dare battaglia sul suo nome, ma la cosa è tutt’altro che scontata. Quotazione: IN DISCESA.

I PRECEDENTI RIMPASTI

L’esecutivo della Provincia dell’Aquila ha già visto avvicendarsi quattro assessori: il turn over interno al Pdl tra Roberto Romanelli e Guido Liris, l’ingresso del segretario della Destra, Luigi D’Eramo, al posto del finiano Vincenzo Patrizi, e il doppio cambio tra Vincenzo Retico (Udc), sostituito dall’ex collega di partito Francesco Paciotti (oggi nel centrosinistra) che, in seguito, si è dimesso ed è stato reintegrato con Claudio Tonelli, ex capo di gabinetto di Antonio Floris all’epoca in cui era sindaco di Avezzano (L’Aquila). Sostituzione anche in casa Udeur in seguito alle dimissioni di Mimmo Srour, cui è subentrato Mauro Fattore.