L’AQUILA – “Non abbiamo ricevuto altre denunce o segnalazioni se non quella relativa alla statua di piazza IX martiri. Questi sono i dati oggettivi che non ci fanno pensare a una situazione di particolare allarme”.

Nonostante i due recenti fatti di cronaca sui danneggiamenti alle opere d’arte che si trovano nel centro storico dell’Aquila, abbandonato e deserto da quel 6 aprile 2009, per la questura non esiste un vero e proprio “allarme”.

A parlarne ad AbruzzoWeb è Nazareno Lorigio, vicequestore aggiunto che si occupa della divisione amministrativa e che sostituisce Nicola Zupo, in questi giorni fuori città.

Nei giorni scorsi due monumenti che si trovano in centro storico sono stati presi di mira dai vandali: la statua di piazza IX martiri, divelta, e la chiesa di san Flaviano, riempita di scritte.

“Due soli casi, l’allarme non è quindi non suffragato da dati oggettivi – insiste Lorigio – Se ci sono stati altri eventi di questo genere, non sono stati segnalati alle forze dell’ordine”.

La posizione rassicurante della questura cozza però con quella della soprintendenza: Lucia Arbace, soprintendente per i Beni storici e artistici, ha definito l’episodio “preoccupante per L’Aquila” parlando di altri possibili bersagli dei vandali.

L’ipotesi di potenziare i controlli e la vigilanza nel centro città, di giorno semideserto e di notte completamente al buio, non sembra circolare nelle forze di polizia: “C’è già un’attività di controllo in corso, vengono già fatti servizi di sorveglianza”, spiega il funzionario.

La questura sembra continuare a seguire la linea rassicurante evidenziata già in occasione delle rapine e dei furti avvenuti in città negli ultimi tempi. Il questore Giovanni Pinto qualche tempo fa ha spento gli allarmi.

Rassicurazioni che stridono con il senso comune della popolazione che legge di casi di cronaca quasi tutti i giorni. E inizia ad avere paura.