L’AQUILA – Il centro storico dell’Aquila è diventato terra di nessuno. Disabitato e vuoto ormai da due anni, è sempre più una ghiotta meta di teppistelli che nelle ore notturne possono girare indisturbati e sfogare le repressioni quotidiane.
LE FOTO DEL BAR DEVSTATO IN CENTRO
L’ultimo episodio risale alla scorsa notte, quando dei vandali hanno preso di mira diversi locali che si trovano nella zona della Fontana Luminosa, rimasta l’unico centro della movida notturna all’interno delle antiche mura cittadine.
Forse caricati da qualche bicchiere di troppo, i vandali hanno rotto le fioriere e gli ombrelloni del Central bar, sfasciato il distributore di sigarette del tabaccaio che si trova tra corso Vittorio Emanuele e piazza Regina Margherita e imbrattato il suolo con vomito ed escrementi.
Come se non bastasse, una coppia si è anche appartata dietro la farmacia che si trova in un container nei pressi di piazza Battaglione Alpini ed è stata la stessa titolare a scoprirli, aprendo l’attività, dopo aver notato con amarezza che il bagno chimico di servizio era stato rovesciato.
Episodi che ne richiamano alla mente altri, ugualmente idioti. Come l’imbrattamento delle nicchie di San Bernardino a pochissime ore dalla riconsegna dei lavori di restauro e l’altro, avvenuto questa volta fuori dal cento storico, ma perpetrato sempre nelle ore notturne, del lancio di una bomba molotov contro il pub “Shaman’s” con il conseguente incendio della parte esterna.
L’attività di controllo c’è, assicurano le forze di polizia, ma nella L’Aquila post terremoto è tutto più complicato e il numero di pattuglie è insufficiente.
“Di notte girano una radiomobile e tre volanti – afferma il capitano Marcello D’Alesio, comandante della Compagnia dei Carabinieri dell’Aquila – ma devono coprire una zona molto vasta”.
Tra gli aggregati del progetto C.a.s.e. e le aree Map, la popolazione aquilana è dislocata in territori molto più ampi rispetto al passato e questo crea non poche difficoltà per chi deve vigilare.
Il centro storico, poi, rimane una zona particolarmente difficile da monitorare, “le nostre pattuglie non riescono ad accedere a tutte le zone”.
Prima del terremoto, quando il centro era abitato, erano le stesse segnalazioni dei cittadini residenti ad aiutare l’attività delle forze di vigilanza.
Ora invece si può agire indisturbati, come dimostra anche il crescente numero di furti nelle abitazioni inagibili.
Nel 2008, secondo alcuni dati, i furti in appartamento denunciati sono stati 80, mentre nel 2010 sono stati ben 180.
Sicuramente quella del centro storico è una situazione fuori controllo e non aiuta il rischio di mancata proroga dello stanziamento aggiuntivo di 70 agenti di polizia alla Questura dell’Aquila.
PEZZOPANE: “PREFETTO CONVOCHI UN COMITATO PER LA SICUREZZA”
L’AQUILA – “Il Prefetto dell’Aquila convochi subito un comitato permanente sulla sicurezza, con gli enti locali, i commercianti, gli artigiani e tutte le categorie interessate, per offrire risposte adeguate contro i numerosi atti di vandalismo, ultimo dei quali quello accaduto l’altra notte a danno dei locali della Fontana Luminosa”.
A lanciare l’appello è l’assessore comunale Stefania Pezzopane.
“Questi atti di vandalismo – scrive in una nota – non sono la movida notturna. Movida è divertimento, è saper stare insieme nel rispetto delle regole civili. Questi sono atti di pura inciviltà e di degenerazione, verso i quali bisogna avere tolleranza zero- ha commentato l’assessore Pezzopane- Vanno tutelati gli interessi di chi sta cercando con tanti sforzi di ridare vita alla propria attività e di rilanciare il centro storico. Vanno incoraggiate indubbiamente le esigenze dei giovani che reclamano spazi. Ma cosa ben diversa sono questi atti di chi distrugge, di chi danneggia, di chi imbratta monumenti”.
“Vanno adottate misure – prosegue la nota – che aumentino il livello di sicurezza per i cittadini. Pur essendo aumentati i controlli, come giustamente ha sottolineato di recente anche il Questore dell’Aquila, la vigilanza di una città diffusa e trasformata dopo il 6 aprile è sicuramente più complicata. I punti di fragilità sono aumentati, rispetto a prima. Il centro storico di notte, seppur controllato, diventa terra di nessuno, e poi ci sono i quartieri disabitati e le nuove periferie, dove è anche aumentato il numero dei furti. Un fenomeno che ha subìto purtroppo una brusca impennata di recente”.
“Il governo centrale – conclude – deve capire che qui esiste un problema di sicurezza. È necessario un maggior controllo, raddoppiare gli organici e pagare le ore di straordinario a tutte le forze dell’ordine che svolgono il loro dovere”.






