L’AQUILA – Sette medici dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, sono finiti sotto inchiesta per somministrazioni di farmaci non adatti, omicidio colposo e lesioni colpose dopo che l’oncologo Luciano Mutti, direttore del reparto, aveva presentato un esposto contro i colleghi per un uso disinvolto del metodo chemioterapico.

Poi anche Mutti è finto tra i sospettati su decisine del pm. Lo riporta il Messaggero precisando che gli altri medici indagati sono Marianna Tudini, Alessandra Santomaggio, Alessandra Parisi, Olga Venditti, Gemma Bruera ed Enrico Ricevuto già primario del reparto e ora responsabile della oncologia territoriale dell’Asl aquilana. Questi sarebbe entrato in rotta di collisione con Mutti su cure e modalità terapeutiche.

La Procura della Repubblica dell’Aquila aveva chiesto di archiviare ma il gip ha detto no fissando una udienza a ottobre per valutare meglio il caso su quanto avvenuto all’ospedale San Salvatore.

La vicenda investe la Asl provinciale aquilana in una fase già molto critica, guidata dal dg facente funzione Stefano Di Rocco, dopo che non è stato a fine maggio prorogato l’incarico per una seconda volta a Ferdinando Romano, in una situazione di piena emergenza a causa del deficit sanitario, che nel 2025, è stato già calcolato potrebbe essere superiore, senza interventi correttivi, ai 70 milioni di euro.

Nelle denunce Mutti avrebbe sostenuto che vi erano state cure chemioterapiche senza fare prima le richieste all’Asl dell’Aquila e poi una consulenza disposta dal pm aveva individuato casi sospetti pur a fronte di sette pazienti che non avevano molte possibilità di guarigione e poi sono deceduti.

Poi l’inchiesta è passata al Pm Ugo Timpano che ha inserito nel fascicolo i nomi di tutti i medici e anche quello di Mutti ovvero coloro che si sono alternati nelle cure per queste persone chiedendo comunque di archiviare.

Ora tutto è nelle mani del gip anche se alcuni legali sostengono che gli atti sono nulli perchè la consulenza è stata redatta in assenza di alcune parti venendo in tal modo leso il diritto alla difesa.

Gli indagati sono assistiti dai legali Fabio Alessandroni, Luca Bruno, Fabio Cassisa, Beatrice Merlini, Antonio Valentini.