L’AQUILA – “Leggo, senza sorprendermi, di un call center all’Aquila per il telelavoro con i Co.co.co. a rinnovo ogni tre mesi. Un altro esempio di gioco al ribasso, ovviamente sulla pelle dei lavoratori”.
Così in una nota Umberto Trasatti, segretario provinciale Cgil L’Aquila, sul call center di recupero crediti Europa Factor che nel capoluogo d’Abruzzo avrebbe dovuto portare, secondo le promesse dell’azienda, 300 assunzioni, promessa per ora non mantenuta, e che come fisso mensile per l’operatore prevede tra i 200 e i 300 euro, mentre le provvigioni saranno riconosciute in percentuale in base a quanti crediti verranno recuperati.
“La realtà che impera parla di precariato – commenta con rabbia l’esponente Cgil – altro che grandi risultati del Jobs act in Italia! In questa città, poi, ci mancava solo il telelavoro in Co.co.co., fatto da aziende che non applicano il contratto collettivo nazionale”.
“Ancora una volta – prosegue – dietro gli annunci di investimenti e di creazione di posti di lavoro, salvo poi fare i conti con un precariato diffuso, uno schiacciamento verso il basso dei salari e dei diritti dei lavoratori, in questo caso in un territorio, quello dell’Aquila, in cui giò si vivono enormi difficoltà dovute agli effetti del terremoto”.
“E in questo sistema – dice ancora il sindacalista – le aziende che vogliono rispettare i contratti collettivi nazionali, si ritrovano fuori mercato. Quelle spregiudicate, invece, sanno soltanto chiedere sgravi fiscali”.
“C’è urgenza di sedersi intorno a un tavolo, tutti insieme – conclude Trasatti – sindacati, che le battaglie per evitare certi scempi le combattono ogni giorno, forze politiche e aziende. Altrimenti, il gioco al ribasso non avrà mai fine e porterà non soltanto a un precariato diffuso, ma direttamente alla povertà”.



