L’AQUILA – “Attendo ancora risposte da Terna. E ribadisco: quei tralicci vanno spostati”.
Lo afferma il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, a un mese dalla richiesta ufficiale di incontro inviata ai vertici di Terna, la società che in Italia gestisce la rete elettrica, per ragionare concretamente sullo spostamento dell’elettrodotto a doppia linea ad alta tensione da 150 e 220 chilovolt che attraversa L’Aquila, tagliando in due i quartieri di Pettino, San Francesco e Torrione, a pochi metri dalle case e da numerosi edifici scolastici.
Richiesta di incontro a cui però non c’è stato seguito. Eppure Terna, con nota del suo ufficio stampa, proporio a questo giornale aveva dichiarato il 13 maggio scorso: “Abbiamo ricevuto la richiesta del sindaco Cialente e come da nostra prassi calendarizzeremo a breve un incontro”.
Niente dichiarazioni da parte di Gianni Vittorio Armani, direttore operativo di Terna, sulla fattibilità e i tempi dell’intervento.
“Quei tralicci che tagliano in due una città – ribadisce per l’ennesima volta il sindaco – sono un caso quasi unico in Italia e potrebbero determinare rischi per la salute”.
A tal proposito il sindaco aveva annunciato come imminenti le misurazione dei campi elettromagnetici e, in collaborazione con l’Università dell’Aquila, il monitoraggio sanitario sulle patologie nell’area interessata, che potrebbero avere qualche nesso con l’esposizione prolungata, specie dopo il caso sollevato da Federica Marola – dottore in Medicina e Chirurgua presso l’Ospedale ‘San Salvatore’ dell’Aquila – che aveva scritto una lettera a questo giornale.
“Nel mio palazzo, nel quartiere di San Sisto, vicino al quale c’è uno dei tralicci della doppia linea ad alta tensione da 150 e 220 chilovolt, si sono avuti, nel corso degli ultimi 10 anni, ben quattro casi di malattie ematologiche (tre linfomi non-hodgkin tipo follicolare-attualmente in trattamento, un caso di leucemia – paziente deceduto per tale motivo) e un non meglio inquadrato caso di displasia ematica”.
Ora il Comune vuole capire con perizie ad hoc in che condizioni statiche sono i tralicci, vecchi di decenni. Lo spostamento dell’elettrodotto libererebbe preziosi ettari per la riqualificazione dei quartieri nord della città.



