L’AQUILA – Scontro nel Popolo della libertà aquilano. Il totosindaco per le elezioni amministrative al Comune della prossima primavera scalda gli animi nel centrodestra aquilano.
Il vice coordinatore cittadino del Pdl, Roberto Santangelo, uomo di fiducia del segretario provinciale Gianfranco Giuliante, con una nota afferma che “non verranno accettati pressing di sorta, a qualunque livello espressi, nella scelta del candidato sindaco”.
Un messaggio lanciato a chi “sta cercando di bypassare la scelta della base con logiche del passato”.
Il riferimento è indirizzato al commissario Gianni Chiodi che, dicono i rumors politici, avrebbe fatto da ambasciatore per un incontro tra il leader abruzzese del Pdl, Filippo Piccone, e il vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis, al momento uno dei più accreditati competitori per la poltrona di primo cittadino dell’Aquila, che non riscuote le piene simpatie di Giuliante.
Un comunicato, tra l’altro, non concordato con il coordinatore del Pdl dell’Aquila Enzo Lombardi, che, invece, grazie ai buoni uffici di Luca Ricciuti, suo “pupillo” all’Emiciclo, si sta piano piano convincendo a sostenere l’esponente dell’Mpa.
L’invito di Piccone a non accelerare, quindi, è caduto nel vuoto: la “febbre del voto” sta raggiungendo una temperatura da livello di guardia.
Si profila, di fatto, la nascita di due anime: una che sostiene De Matteis, in cui si riconoscono anche alcuni nemici storici di Giuliante, come Carla Mannetti (Progetto L’Aquila per il Pdl) e Luigi D’Eramo (La Destra), e un’altra che, invece, punta su una rosa di nomi in cui spicca quello di Francesco Bonanni.
E c’è da giurarci che se uno come Giuliante, solitamente accorto e abituato a trattative logoranti (dalle quali è uscito spesso vincitore), ha deciso di scendere in pista, vuol dire che i giochi nel centrodestra sono già a buon punto.
D’altra parte è nell’indole di De Matteis programmare la strategie e non rincorrere gli eventi: sa benissimo che le divergenze sono tante e per cercare la “quadra” ci vorrà del tempo.
Un compito, insomma, che non si può fare all’ultimo minuto, come accadde nella disastrosa campagna del 2007, con un centrodestra litigioso che si presentò diviso in tre spezzoni.
Un lavoro che, probabilmente, De Matteis e i suoi alleati hanno iniziato da qualche settimana, seppur in sordina. (red)
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